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11.11.2021 - 06:000
Aggiornamento : 09:38

Tampone meglio del vaccino? «Come scegliere un test di gravidanza invece del preservativo»

Il medico cantonale Giorgio Merlani e la dottoressa Martine Bouvier Gallacchi discutono i vaccino-quesiti dei ticinesi.

«Il vaccino riduce le probabilità di infettarsi di circa l’80%, e le probabilità di fare un decorso severo del 95%», così Merlani.

BELLINZONA - Vaccino sì, vaccino no. Sono ancora tanti gli indecisi. Anche in Ticino. In occasione della settimana nazionale di vaccinazione, Tio/20minuti ha chiacchierato in diretta Instagram con il medico cantonale Giorgio Merlani e la dottoressa Martine Bouvier Gallacchi, collaboratrice dell'Ufficio del medico cantonale e specialista in vaccinologia, per chiarire degli importanti quesiti a tema vaccino posti dai nostri lettori.

Numeri che contano - Qualcuno si è chiesto a quale scopo vaccinarsi se vi è comunque la possibilità di ammalarsi, contagiare e morire. «Nessuna terapia in medicina funziona al 100%, è importante ammetterlo. E questo vale anche per il vaccino», ha chiarito Merlani. «Le misure di protezione vanno seguite lo stesso, ma, secondo i dati di cui disponiamo ora, il vaccino riduce le probabilità di infettarsi di circa l’80%, e le probabilità di fare un decorso severo del 95%. 

Prevenzione vs. tracciamento - Ma non è meglio un tampone che il vaccino, dato che quest’ultimo non dà garanzie di non contagio? Si è domandato un altro utente. Per rispondere il medico cantonale ha usato una metafora: «È un po’ come dire: invece di utilizzare il preservativo faccio il test di gravidanza ogni volta. Sono due concetti completamente diversi, uno aiuta a evitare di ammalarsi, l’altro ad accorgersi che lo si è».  E, riguardo al senso del certificato Covid viste le possibilità di infettarsi anche da vaccinati: «Anche il test non dà sicurezza completa. Lo scopo del certificato non è di dare una garanzia assoluta, ma è quello di tornare a qualcosa di simile alla normalità riducendo il rischio. Si riesce così ad avere manifestazioni dove ci si può incontrare senza mascherina o vedere una partita dal vivo».

La questione allergie - A chi è invece incerto perché soggetto a numerose allergie a medicamenti, la dottoressa Martine Bouvier Gallacchi ha spiegato che «i vaccini non sono dei farmaci, e quelli di cui disponiamo hanno una struttura estremamente semplice. Se una persona è molto sensibile a numerosi tipi di medicamenti non vuol dire che lo sarà anche al vaccino». Il consiglio è comunque quello di consultare un medico per ogni caso specifico.

Tempistiche straordinarie per una situazione straordinaria - Merlani ha infine discusso le straordinarie tempistiche di produzione e commercializzazione dei preparati, che hanno insospettito molte persone: «In Svizzera i vaccini sono stati autorizzati con una procedura ordinaria, cosa che ad esempio non è avvenuta negli Stati Uniti. Poi certo, abbiamo fatto degli sforzi straordinari per affrontare una situazione ugualmente straordinaria, e miliardi di franchi sono stati investiti nella ricerca». Dal canto suo, Bouvier Gallacchi ha specificato che «i vaccini mRNA sono molto più semplici da sviluppare rispetto ad altri tipi di vaccino». Quello che invece ha necessitato molti sforzi sarebbe stata la produzione a così ampio raggio.

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