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LUGANO
20.10.2021 - 11:580
Aggiornamento : 18:32

«I contrari non hanno capito un tubo»

Il Municipio di Lugano dice la sua nella campagna sul Polo Sportivo. Sparando a zero sugli oppositori

Il vice-sindaco Badaracco: «Un no al referendum vorrebbe dire buttare 41 milioni dalla finestra. E una retrocessione sicura del Football Club». Foletti e Zanini-Barzaghi: «Opera sostenibile e vantaggiosa per la Città»

LUGANO - Il Municipio dà fuoco alle polveri, nella battaglia di Cornaredo. In una conferenza stampa indetta oggi a Palazzo Civico, l'esecutivo luganese ha presentato i suoi argomenti a favore del nuovo Polo sportivo in vista del referendum. 

Un progetto «molto vantaggioso, con una valenza non solo luganese ma regionale e cantonale» ha sottolineato il sindaco Michele Foletti, ringraziando gli omologhi di Chiasso, Mendrisio, Bellinzona e Locarno per il sostegno espresso nei giorni scorsi. «Parliamo dell'unico grande progetto pubblico pronto a partire l'anno prossimo ad eccezione delle infrastrutture ferroviarie e stradali». 

Il vice-sindaco Roberto Badaracco ha ricordato che «le strutture sportive di Lugano sono vecchie, inadeguate, per cui è assolutamente il momento di darci una mossa». In pochi anni la Città «potrebbe dotarsi di strutture adeguate e al livello di quelle costruite nel resto della Svizzera in questi anni» ha precisato Badaracco. «In Ticino siamo il fanalino di coda assoluto, in questo momento». 

Le conseguenze di una mancata realizzazione del progetto «sarebbero molto concrete» sottolinea il vice-sindaco. «Gli oppositori al progetto continuano a ripetere che sono favorevoli alle strutture sportive, e contrari alla parte abitativa. Questa è ipocrisia, per confondere le idee ai cittadini. Si fa pensare che gli impianti sportivi possano essere realizzati comunque, anche se il progetto viene bocciato. Non è così. Sono false dichiarazioni». 

Badaracco ha sbottato anche contro «chi sostiene che si tratti di opere faraoniche. Chi dice questo non ha capito un tubo» ha sbottato il vice-sindaco. Il costo dell'opera è di «poco più di 6mila franchi a posto a sedere» ed è «assolutamente in linea con i costi di altre opere simili in Svizzera» secondo il municipale. Una vittoria del "no" comporterebbe «la retrocessione immediata del Football Club Lugano e non ci sono scappatoie». La Swiss Football League ha concesso una deroga al Club nel 2015, scaduta a giugno. «Verrà concessa un'altra deroga solo se ci saranno indizi concreti di un progetto che va avanti. Anche qui gli oppositori dimostrano di non avere capito nulla». 

Per quanto riguarda i costi dell'opera il Municipio ha ricapitolato che, su una spesa complessiva di 167 milioni, 23 milioni verranno forniti dal Cantone (18 milioni) e dalla Confederazione (5). Altri 18 milioni sono stati già spesi dal 2011 per mettere a punto il progetto: «Un "no" significa buttare dalla finestra 41 milioni di franchi, già spesi o in arrivo» ha sottolineato Badaracco. Per quanto riguarda il contributo dei cittadini, la Città prevede un aumento di 3 punti del moltiplicatore, con un esborso di 50 franchi all'anno per la maggior parte dei cittadini, ha sottolineato Foletti. 

Il piano di finanziamento «è molto vantaggioso per la Città e facilmente ammortizzabile» ha aggiunto Foletti. «Potremo continuare a fare altri investimenti in altri settori della città». La capo-dicastero Immobili Cristina Zanini Barzaghi ha assicurato che «il progetto garantirà uno sviluppo armonioso al quartiere di Cornaredo» ricordando come «i quartieri di Viganello, Molino Nuovo e Cornaredo sono la zona più popolosa e popolare della città. Non bisogna sempre pensare al centro».

Il partenariato pubblico-privato allo Stadio è salutato con favore anche dal capo-dicastero Formazione, sostegno e socialità Lorenzo Quadri. «In passato abbiamo visto come dei progetti, come il Lac, sostenuti finanziariamente interamente dalla Città hanno tolto risorse ad altri progetti, come il rinnovo delle case anziani». L'investimento privato nel Pse, avversato dai contrari al progetto, «è proprio l'elemento che concede all'amministrazione di avere un maggiore respiro». 

In conclusione, ha riassunto il sindaco, «il Municipio è concorde su questo progetto». Dal 2004 a oggi «nessuno si è opposto e ora gli oppositori si fanno vivi a pochi mesi dal primo colpo di piccone» ha dichiarato Foletti. «Il 28 novembre dovremo dire un sì convinto al futuro - ha concluso il sindaco - l'orgoglio dei luganesi deve venire fuori. Siamo stati capaci di fare tante grandi cose, dimostriamo di avere ancora una visione per il futuro». 

 

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