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Una coppia alla ricerca dell'auto dei sogni. Nel tondo, Roberto Bonfanti dell'UPSA.
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15.10.2021 - 06:000
Aggiornamento : 10:13

Mondo dell'auto in ginocchio: «Mesi neri in arrivo, non abbiamo più veicoli»

Roberto Bonfanti presidente della sezione ticinese dell'UPSA e una crisi senza precedenti: «Tanta ansia in garage».

Mancano pezzi a causa dello stop pandemico. Laurent Pignot, portavoce del TCS: «La produzione sta cercando di tornare ai ritmi abituali, ma intanto la lista di attesa di chi vuole una vettura nuova è lunghissima».

MENDRISIO - «Forse abbiamo davanti un periodo più nero di quello che potevamo immaginarci». Sono parole intrise di preoccupazione quelle di Roberto Bonfanti, presidente della sezione ticinese dell'Unione svizzera dei professionisti dell'automobile (UPSA). Da mesi si parla della scarsità di alcune materie in seguito agli stop produttivi imposti dalla pandemia. Vale anche per alcuni componenti, come i chip, legati alla realizzazione delle vetture. «Non stanno più arrivando auto nuove. E quelle in stock potrebbero finire entro dicembre. Molti garagisti non sanno come arrivare all'estate prossima». 

Si allungano a dismisura i tempi di consegna – Nei mesi più delicati della pandemia il crollo di vendite ha sfiorato punte dell'80 o del 90%. Quello che potrebbe accadere nei prossimi 6-8 mesi rischia di essere addirittura più catastrofico, secondo Bonfanti. «Prima una macchina ti arrivava magari in 2 mesi. E per il cliente era comodo il sistema di pronta consegna. Ora bisogna attenderne 8. Forse 12. Dipende dal marchio e dal modello».

I nuovi problemi e la paura di indebitarsi – In generale tutto il settore è colpito. «La produzione non sta più dietro a quella che è la richiesta. Per noi è una novità assoluta. I garage, in preda all'angoscia, continuano a ordinare veicoli. In quantità mai ordinate prima. Questo significa andare a discutere con le banche per aumentare i crediti. E significa anche essere confrontati con cifre enormi e con la paura di indebitarsi». 

Venditori in apprensione – Ecco perché diversi venditori d'auto, che vivono anche grazie alle provvigioni, stanno annaspando nel convincere i propri clienti a prenotare con un anticipo mai visto prima una vettura nuova. «C'è da capirli – sostiene Bonfanti –. Se non vendono e se non ci sono consegne, il loro stipendio per 6 mesi è compromesso. Non avere prodotti da vendere è una tragedia. Si è un po' tutti spaventati. E quando finalmente queste auto arriveranno si rischia di averne tantissime da gestire di colpo. Si ipotizzano problemi logistici di non poco conto». 

Vacilla anche il mercato dell'usato – E c'è anche un problema legato ai leasing. «Un cliente può desiderare di restituire la propria auto in leasing al garage per prenderne una nuova. Ma se la macchina nuova non c'è, come si fa? Di riflesso anche il mercato delle auto d'occasione vacilla. Insomma, i garage rischiano di non più incassare su più fronti. È una delle situazioni più drammatiche mai vissute dal nostro settore. Invito tutti i colleghi a tenere duro e a pianificare a medio termine».

Il consumatore per ora si deve accontentare – Ma come si deve comportare un consumatore di fronte a questo caos senza precedenti? «Allo stato attuale delle cose – dice Laurent Pignot, portavoce del Touring Club Svizzero (TCS) – dovrebbe restare flessibile sul modello e sulla marca che vuole». Niente capricci insomma. Si punta su ciò che passa il convento. «Anche auto in garage, con qualche chilometro già macinato, o di seconda mano».  

Una vita "in leasing" e lo stop che nessuno si attendeva – Pignot evidenzia come quanto stia accadendo sia figlio della pandemia. Ma non solo. «Grazie alla possibilità offerta dai leasing, tanta gente ogni 3-4 anni si mette sul mercato alla ricerca di un nuovo veicolo. Nel 2020 le vendite di auto sono state molto basse. Tutto è stato rimandato al 2021. Anno in cui però paghiamo dazio per gli stop imposti dal Covid. E così se da una parte la produzione sta cercando di tornare ai ritmi abituali, dall'altra la lista di attesa di chi vuole una macchina nuova è lunghissima».

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