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LUGANO
14.02.2021 - 09:100
Aggiornamento : 09:54

Gli esperti scelgono gli Amici, il Municipio ripesca Artioli

La cordata di Artioli non ha fornito garanzie sufficienti al Municipio. Ma ha ricevuto una proroga

LUGANO - Una gara con due vincitori rischia di finire in zuffa. E la situazione all'aeroporto di Agno ne è la conferma. Tra le due cordate prescelte dal Municipio - di sette candidate - sembra non correre buon sangue. «Progetti diversi» hanno dichiarato i rispettivi capofila a mezzo stampa nei giorni scorsi. Ma forse c'è anche un altro motivo. 

A rivelarlo è un'inchiesta pubblicata oggi dal domenicale il Caffè. Che ha avuto accesso a un rapporto interno, presentato a fine gennaio dal Gruppo di lavoro nominato dal Municipio per valutare le proposte degli aspiranti gestori. Tre giorni dopo, il sindaco Marco Borradori comunicava la decisione: non un vincitore, appunto, ma due "papabili" tra cui si auspica una collaborazione. Da una parte la cordata Amici dell'aeroporto, capitanata da Sir Lindsay Owen-Jones e dalla famiglia Bonomi, dall'altra quella dell’imprenditore ticinese Stefano Artioli.

Ma nel rapporto di cui riferisce il Caffè si legge altro. «La cordata Amici dell’aeroporto è l’unica che soddisfa appieno tutte le esigenze poste. Si raccomanda pertanto di decidere l’apertura di trattative con questa cordata». Un vincitore insomma ci sarebbe già. L'unico che - secondo il gruppo di lavoro coordinato dall’ex procuratore pubblico Emanuele Stauffer e dall’ex comandante della base aerea di Magadino, Tiziano Ponti - avrebbe presentato carte in regola. 

Nel documento di una quarantina di pagine sono illustrate le ragioni che hanno portato gli esperti ad escludere sei concorrenti su sette. Innanzitutto, la mancanza di garanzie finanziarie. Occorreva infatti presentare, entro il 18 dicembre, «la prova documentale di disponibilità finanziarie immediate e liquide pari a 10 milioni».

Una richiesta che il Gruppo di lavoro del 25 gennaio evidenzia essere stata rispettata solo dalla cordata Amici dell’aeroporto. E quella di Artioli? Secondo il Rapporto «non ossequia nessuna delle condizioni poste dall’ente aggiudicante in tema di garanzie finanziarie». Per quanto attiene la disponibilità dei 10 milioni «la cordata (di Artioli, ndr.) ha risposto rinviando a una comfort letter di BancaStato e al rapporto annuale del gruppo Artisa, cioè dell’imprenditore Stefano Artioli, da cui si evincerebbe un capitale proprio di circa 185 milioni». Carte anche queste, ma non quelle richieste dal concorso.

La discrepanza tra il Rapporto del 25 gennaio che invita ad escludere Artioli e la decisione del Muncipio che lo rimette in pista? «L’imprenditore Stefano Artioli - scrive il Caffè - è rientrato nella corsa ottenendo, e questo lo si è scoperto solo recentemente, una sorta di proroga, una quarantina di giorni, per la presentazione delle garanzie finanziarie». Ma, a quel punto, la cloche era già in mano al Municipio. 

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