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CANTONEMercato dell'auto in crisi: «Vediamo quanti sopravviveranno»

20.01.21 - 09:39
Nel 2020 le vendite sono crollate del 24%. E gli aiuti sono stati pochi.
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Mercato dell'auto in crisi: «Vediamo quanti sopravviveranno»
Nel 2020 le vendite sono crollate del 24%. E gli aiuti sono stati pochi.
Roberto Bonfanti: «Stiamo facendo il possibile per reagire, ma è dura».

LUGANO - Tra i tanti settori messi in difficoltà dalla pandemia e dalle misure anti-Covid c'è, purtroppo, anche quello dell'automobile. Se le officine restano aperte, lo stesso non si può dire per i concessionari. Insomma, il provvedimento "ibrido" pesa su un mercato già sofferente, che sta cercando di adattarsi al meglio.

Concessionari chiusi - «Gli showroom purtroppo sono chiusi al pubblico - spiega ai microfoni di Radio Ticino Roberto Bonfanti, presidente dell'Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) -. Anche noi sottostiamo alle stesse restrizioni dei negozi di vendita al dettaglio. Di conseguenza non possiamo lavorare come normalmente siamo abituati».

Acquisto e prova possibili - Per chi volesse, tuttavia, l'auto si può non solo ordinare, ma persino provare. «La vendita, sfruttando i canali online, è fattibile. E chi vuole testare l'auto può ancora farlo. Basta solo organizzarsi nel modo corretto. Il veicolo può essere parcheggiato sul piazzale e il cliente può ritirare la chiave lasciata all'interno delle apposite cassette. Così può effettuare il giro di prova senza pericoli per la salute».

Settore messo a dura prova - Ciò non toglie che per tanti aspetti il settore sia sotto pressione: «L'anno scorso, durante le chiusure, siamo rimasti chiusi completamente per due mesi. E non abbiamo ricevuto alcun aiuto se non la concessione del credito Covid, un prestito che però va rimborsato. Fortunatamente i dipendenti hanno potuto ottenere l'indennità per il lavoro ridotto. Ora, ci si ripresenta più o meno la stessa situazione, e non si prevedono ancora una volta grossi aiuti».

Ciò a fronte di un crollo delle vendite, in Europa nel 2020 del 27%. Chiaramente effetto della pandemia: «In Svizzera abbiamo avuto un 24% di vendite in meno. Cifre estremamente importanti specie se si pensa che le nostre strutture sono basate su costi fissi elevati legati poi alla realizzazione di questi numeri. Un quarto di guadagno in meno è talmente tanto da aver mandato in sofferenza il nostro settore».

Le previsioni non sono ottimistiche: «Anche quest'anno sarà un anno simile. Vediamo quanti riusciranno a sopravvivere».

«Come se fossi da noi, ma sul divano» - Chi si attrezza non manca. «I modi sono tanti. E tutti privi di rischi», assicura Toni Caggiula, titolare di Auto Nec SA, concessionaria Opel a Riazzino. «Abbiamo studiato una formula che ti permette di discutere l'acquisto dell'auto come se fossi in concessionario, ma in realtà sei alla tua scrivania. O sul divano».

Come comunicare? «Oggi le possibilità sono infinite. Skype, Zoom, Whatsapp... Quello che si preferisce. Si discute, ci si scambia la documentazione. Tutto senza nessun contatto in presenza».

Una volta effettuato l'acquisto basta attendere. «L'auto te la portiamo a casa noi. La disinfettiamo e ritiriamo anche il tuo usato». La chiave? «Te la mettiamo nella buca lettere». E per chi volesse provare il veicolo prima dell'acquisto il problema non si pone. «Ci si organizza. Lasciamo l'auto nel posto prestabilito, la disinfettiamo e poi si può fare il giro di prova. Provare per credere».

 

COMMENTI
 
don lurio 1 anno fa su tio
Prima di comperare una auto nuova o occasione si deve pensare ad avere un posteggio (privato) in certi stati che non ha il posteggio privato non può comperare l'auto. Ora deve pensare ai costi dell'auto compreso il posteggio. Deve pensare a mantenerla rispettando le leggi senza pagare delle sanzioni .
toro75 1 anno fa su tio
Cominciamo ad abbassare le imposte di circolazione perché tra un po’ di anni le auto di un certo livello si compreranno in altri cantoni .
F/A-19 1 anno fa su tio
Chi ha i soldi si compera quello che vuole infatti certe auto di lusso non hanno sofferto la crisi. Per i poveri cristi sarà sempre peggio, saranno contenti i trasporti pubblici che avranno sempre più utenti, dopo c’è sempre la categoria dei poveri in canna che saranno costretti ad andare sempre a piedi.
seo56 1 anno fa su tio
Poco male. Sopravviveranno quelli seri e professionali..
gp46 1 anno fa su tio
Non crederemo davvero che Amag o simili vadano in perdita? Caleranno un pelino gli utili, ma le alte sfere non ne risentiranno minimamente, piuttosto lasceranno a casa un paio di impiegati in piu' del previsto....
dan007 1 anno fa su tio
Io vorrei cambiare l’auto di mia moglie con quella elettrica ma senza uno sguardo sul futuro impossibile spendere 40.000.- anche perché con le varianti del covid sembrerebbe che durerà a lungo quindi niente acquisti sulla seconda ho terza auto
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