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Stazioni sciistiche, via libera all'apertura

Sarà previsto un numero limitato di sciatori e i ristoranti dovranno rimanere chiusi.
Ti Press
Stazioni sciistiche, via libera all'apertura
Sarà previsto un numero limitato di sciatori e i ristoranti dovranno rimanere chiusi.
A chi non rispetterà i piani di protezione verrà revocata l'autorizzazione. Revoca che sarà possibile anche in caso di evoluzione epidemiologica negativa.
BELLINZONA - Anche in Ticino si potrà sciare. Il Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato ha infatti concesso oggi l’autorizzazione d’esercizio a tutte le stazioni sciistiche ticinesi. G...

BELLINZONA - Anche in Ticino si potrà sciare. Il Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato ha infatti concesso oggi l’autorizzazione d’esercizio a tutte le stazioni sciistiche ticinesi. Giunte dopo aver analizzato i piani di protezione presentati da ogni singola stazione invernale, le autorizzazioni non avranno però una durata illimitata. La possibilità di tenere aperti gli impianti è infatti condizionata all’evoluzione epidemiologica che si registra a livello cantonale, al rispetto dei piani di protezione e a eventuali cambiamenti dell’ordinanza federale.

Numero limitato di sciatori - Per tutte le stazioni sciistiche ticinesi è previsto un contingentamento del numero di sciatori. Una restrizione che permetterà di gestire al meglio e in tutta sicurezza la pratica dello sci a coloro che raggiungeranno le piste.

Ristoranti no, take away sì - Nel rispetto delle disposizioni federali e cantonali, anche sulle piste da sci i ristoranti e i bar resteranno chiusi, così come avviene nel resto del Cantone. Sarà tuttavia possibile il servizio d’asporto (take away), ma senza possibilità di consumare direttamente sul posto o nelle immediate vicinanze e in modo da non creare assembramenti con più di 5 persone.

I gestori degli impianti sciistici ticinesi saranno inoltre chiamati a far rispettare dagli utenti delle piste i piani di protezione prestabiliti. Il Cantone, in collaborazione con la Polizia cantonale, vigilerà comunque affinché le norme siano rispettate. In caso contrario, come detto, potrebbe essere revocata l’autorizzazione d’esercizio.

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