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27.11.2020 - 12:000
Aggiornamento : 17:01

«I nostri comportamenti determineranno il futuro»

Giorgio Merlani in un video prospetta tre scenari per l'evoluzione della pandemia nel nostro cantone.

Il messaggio del medico cantonale è chiaro: «L'unico modo per controllare i contagi è ridurre il numero e la frequenza dei contatti tra le persone».

BELLINZONA - Giorgio Merlani ha deciso di rivolgersi direttamente alla popolazione con un video in cui mostra i tre possibili scenari sull'evoluzione epidemiologica del coronavirus in Ticino durante i prossimi mesi. Il messaggio del medico cantonale ai ticinesi è chiaro: «L'unico modo per controllare i contagi è ridurre il numero e la frequenza dei contatti tra le persone. Le misure servono, ma sono le scelte che facciamo ogni giorno a fare la differenza. Stringiamo i denti, con il nostro contributo potremo ritornare a una situazione che assomigli maggiormente alla normalità».

Quindi a determinare quale dei tre scenari si concretizzerà, sarà la combinazione fra efficacia delle misure messe in atto e comportamento della popolazione.

Ma andiamo a scoprire, nel dettaglio, quello che potrebbe aspettarci:

Primo scenario - La situazione attuale, precisa Merlani nel video, è abbastanza stabile e tende a una discesa. Ma questa non sarà ripida come quella di aprile. «Il primo scenario - spiega il medico cantonale - prevede una salita un po' più arrotondata e una discesa altrettanto lento. Questo potrebbe portare comunque pressione sugli ospedali e sarà fondamentale contribuire con i propri comportamenti a rallentare le cifre». Questo secondo Merlani sarebbe la prospettiva migliore. Andiamo a scoprire le altre due.

Secondo scenario - Gli scenari «peggiori» prevedono che dopo un iniziale assestamento si rimane comunque alti con i numeri di contagi giornalieri. «Paradossalmente, in questo scenario, non c'è un picco ma un altipiano e si continua a rimanere con dei valori elevati di casi e di persone che finiscono in ospedale».

Terzo scenario - Il terzo scenario è il peggiore di tutti e si è già presentato in alcuni Paesi: «Qui i casi - precisa Merlani - sono inizialmente scesi per poi ripartire subito con una terza ondata peggiore della seconda. Questo è lo scenario peggiore che logicamente vogliamo evitare a tutti i costi».

L'obiettivo - Quello che vogliamo, precisa Merlani, è «di cercare di scendere, anche se lentamente, per tornare il più possibile alla normalità». E l'unico modo per fare questo - sottolinea il medico cantonale - è ridurre il numero e la frequenza dei contatti tra le persone. «Le misure servono, ma sono le scelte che facciamo ogni giorno a fare la differenza». Poi Merlani fa degli esempi concreti: «Se oggi incontro quattro persone che domani incontreranno a loro volta quattro altre persone, rischiamo di trasmettere a sedici individui l'infezione. Se invece incontro due persone e un paio di giorni dopo incontro sempre loro, il rischio massimo è di contagiare due persone».

«Le misure che conosciamo faranno la differenza» - Merlani, infine, ripete quelle misure che ormai - da inizio pandemia - tutti conosciamo molto bene. «So che potremmo iniziare a essere stanchi - precisa il medico cantonale - ma queste misure valgono sempre. La distanza, l'igiene delle mani, controllare il numero di contatti che abbiamo, evitare d'incontrare tante persone senza protezione, senza la distanza e senza la mascherina». Poi Merlani conclude il suo intervento ricordando l'importanza di quarantene e isolamenti. «Quando abbiamo dei sintomi non andiamo a lavorare e non incontriamo nessuno. Facciamo in modo di fare il test subito e se siamo in quarantena, rispettiamola».

Commenti
 
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Marta 1 mese fa su tio
Mi viene in mente il detto: è molto difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca.. la moglie (o marito) sta al posto della salute e la botte sta al posto del bottino.. ;-)
roma 1 mese fa su tio
1 X 2 come nel calcio
Alessandro 69 1 mese fa su tio
Caspita la prima influenza che dura a tempo indeterminato
seo56 1 mese fa su tio
In Ticino in medico della mutua É come non averlo... mi ricorda Cassis...
Roger maids 1 mese fa su tio
L unica città che fa i mercatini natalizi Lugano
Leonhard 1 mese fa su tio
Caro Giorgio Merlani, Spero tu legga questo commento. Ti volevo chiedere se potevi spiegare a tutta la popolazione del Canton Ticino le seguenti domande: Perché a scuola possiamo essere in 24 in classe (ambiente chiuso, arieggiato raramente siccome fa freddo e non disinfettato) ma al bar vige la regola di massimo 4 persone al tavolo? Secondo me la chiusura delle scuole avrebbe un grande impatto sui contagi giornalieri del cantone siccome la maggior parte dei studenti delle superiori utilizzano mezzi pubblici per frequentare la loro scuola. Far cominciare la maggior parte delle scuole alle 9:00 del mattino al posto che alle 8:00 vi sembra di dimostrare che volete diminuire i casi? A mio parere non dimostrate maturità per gestire questa situazione... Treni che partono ogni 30 minuti quindi sono sempre affollati da studenti dalle 7:00 alle 9:00 e dalle 16:00 alle 18:00. Non vi sembra il caso di forzare l’ffs a cambiare la frequenza delle partenze ogni 10/15 minuti? Grazie per un tuo riscontro. Se la pensate come me rispondete al mio commento.
Pongo 1 mese fa su tio
@Leonhard le scuole sono state probabilmente la cosa gestita peggio di tutta la pandemia... unica attività che non produce denaro se non stipendi e che fa circolare una miriade di gente molto propensa a non osservare le norme, è rimasta aperta LOL
Boh! 1 mese fa su tio
...igiene, distanza e mascherina.... tutto il resto è bla-bla....
pori_num 1 mese fa su tio
Don Quijote Allora metti mano alla coscienza e vai a sparare in mezzo agli occhi a questi poverini in agonia, che aspettano solo di essere liberati dalla gogna di questa triste vita. Pensi che tutti quelli che sono morti o che sono finiti in cure intense avevano tutti 90 anni e con due piedi nella fossa con una speranza di vita di un paio di mesi? Sui libri di storia ho già letto pensieri simili da parte di certi personaggi!!!
Foxdilollo78 1 mese fa su tio
Con le decisioni perse punto tutto sul terzo scenario
egi47 1 mese fa su tio
Il Signor Merlani dovrebbe riconoscere che la seconda ondata é stata gestita malissimo, la gente si ammala e muore e loro responsabili se ne fregano. Italia, popolazione 63 milioni, 20.000 contagi é tutti chiudono (zona rossa o arancione). Svizzera popolazione 8 milioni, siamo arrivati anche a 9000 contagi giornalieri, oggi abbiamo una media giornaliera di 5000 che moltiplicato x 8 fa 40'000 contagi e tutti se ne fregano, aperto dappertutto e per completare l'opera apriamo anche le stazioni sciistiche. Se continuiamo così dopo natale ci sarà una catastrofe, speriamo che si sveglino.
Hardy 1 mese fa su tio
Merlani, vada a dire tutto ciò anche al municipio di Lugano
ceresade36@gmail.com 1 mese fa su tio
Si dipendi la gente dipende della educazione sanitaria È primaria per tutti Ma ci sono troppi asembramenti
marco17 1 mese fa su tio
Qualcuno dovrebbe spiegare dove sta la logica di certe misure. Perché gli spettatori sono strettamente limitati in uno stadio di calcio all'aperto mentre le persone possono ammassarsi nei centri commerciali al chiuso? Perché si limitano drasticamente persino le riunioni in famiglia per Natale ma si autorizzano gli assembramenti consumistici per il Black Friday? Perché le cassiere dei negozi devono stare tutti i giorni a contatto con migliaia di clienti, mentre i 90 deputati al GC se la fanno sotto e hanno paura a riunirsi nella capiente sala del Gran Consiglio, dotata di plexiglas e tutti i dispositivi per garantire igiene e distanziazione? Attendiamo le spiegazioni di Merlani, De Rosa, Gobbi e Bertoli.
Max1971 1 mese fa su tio
L'unico modo per controllare e ridurre i contagi è... Fare i tamponi.
marco17 1 mese fa su tio
@Max1971 I tamponi indicano solo se una persona è contagiosa la momento del tampone stesso, ma non riduce il rischio di contagio. Il solo modo per ridurre i contagi è di rispettare le norme igieniche e di distanziazione sociale. Il resto sono litanie.
pillola rossa 1 mese fa su tio
@marco17 Dipende dai cicli di moltiplicazione pcr. Ci sono i "positivi" asintomatici che non hanno sufgiciente carica virale da infettare gli altri, giacché nemmeno loro sono infetti.
pillola rossa 1 mese fa su tio
Se, se, se,... detto da uno che si annoia a ripetere sempre le stesse cose la sua motivazione può avere solo due origini: il masochismo oppure il denaro (tanto denaro). Monotonia portami via.
Luca 68 1 mese fa su tio
tutte belle parole, ma vorrei vedere adesso che arrivano le feste chi rispetta queste precauzioni. in oltre si dice che l'esempio viene dall' alto, e non credo che il municipio di Lugano da il giusto esempio con il mercatino di Natale, uno dei pochissimi in Europa, si vede che sbagliano tutti gli altri paesi!!
Volpino. 1 mese fa su tio
Con gli impianti sciistici aperti ci aspetterà il terzo scenario.
Don Quijote 1 mese fa su tio
Abbiamo capito che il problema principale sono la capienza degli ospedali che non sono sottodimensionati per far fronte a un numero sempre maggiore di over 80 in condizioni di salute precarie. Speranza di vita sempre più alta ma in molti casi con una qualità di vita quasi disumana e che conviene principalmente alla farmaceutica. La soluzione non è rinchiudere le persone giovani sotto i 75, fermando l'economia e generando problemi ancora più gravi. Dovete creare strutture adatte per l'esercito in arrivo di persone vecchie, malate e fragili.
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