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29.10.2020 - 08:000

Stranieri senza sussidi per i corsi d'italiano

Il Cantone spende più del doppio del preventivato e blocca l'erogazione degli aiuti agli stranieri

Gli istituti che propongono i corsi: «La magia è che il finanziamento sia stato esaurito nonostante l'interruzione per lockdown». La replica: «La partecipazione è andata oltre le aspettative. Ne hanno beneficiato in 500».

BELLINZONA - L’integrazione degli stranieri passa anche, se non soprattutto, dall'apprendimento della lingua del luogo. O meglio dovrebbe passare, perché inaspettatamente, qualcosa si è inceppato in Ticino nell’anno del Covid (che stavolta è innocente).  

Berna ci crede - L’anno era iniziato sotto un cielo sgombro di nubi, addirittura sereno. A gennaio la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva infatti annunciato per il 2020 il versamento ai Cantoni di una somma forfettaria maggiorata per «un’integrazione più celere dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente al mercato del lavoro svizzero». 

La somma triplicata - Non pochi soldi, visto che per l’attuazione dell’Agenda Integrazione Svizzera, il finanziamento è stato innalzato da 6’000 a 18’000 franchi a persona. Per capire di quali parliamo, nel 2019, prima cioè dell’aumento, Berna aveva stanziato tra maggio e settembre complessivamente 121,4 milioni di franchi ai Cantoni. Un fiume di denaro cui attingere, però a precise condizioni. 

La somma prosciugata - Di sicuro i soldi sono finiti presto in Ticino. Ai primi di agosto il Servizio cantonale per l’integrazione degli stranieri (SIS) annuncia il “fermi tutti”. I partner coinvolti - un totale di tredici tra scuole, associazioni ed enti - vengono informati che il credito complessivo annuale preventivato per finanziare i corsi di lingua italiana L2, nell’ambito della Legge sugli stranieri, era stato «ampiamente superato». Si dice del doppio. Stop quindi a ogni finanziamento dei corsi sussidiati dal Programma d’integrazione cantonale PIC 2020. A causa, questa la giustificazione ufficiale, della «esponenziale crescita dei partecipanti a livello cantonale». Interpellato da Tio/20Minuti, il caposervizio del SIS Attilio Cometta conferma che «il periodo pandemico non ha rallentato la partecipazione che è evoluta con nostra soddisfazione oltre le aspettative» (leggi l'intervista completa in coda all'articolo). 

Le scuole si interrogano - «L’aspetto tragicomico o se vogliamo la magia - obietta una delle persone che organizza questi moduli di lingua italiana - è che nonostante a marzo tutti i corsi in presenza siano stati interrotti per il lockdown... il finanziamento sia stato consumato con largo anticipo». I diversi enti e istituti accreditati, che siamo riusciti a contattare, non sanno darsi una spiegazione e negano di avere avuto un incremento di partecipanti. 

Nel mirino ingiustamente - Eppure una spiegazione ufficiale c’è. Quella “esponenziale crescita di partecipanti», evocata dal caposervizio del SIS Attilio Cometta. Attenzione non parliamo di richiedenti l’asilo, la cui partecipazione gratuita ai corsi sottostà ad un’altra Legge, quella sull’asilo, e a un altro credito.  Trattandosi di finanziamenti distinti, non sono gli asilanti ad aver prosciugato il budget annuale preventivato.

L'interdipartimentalismo - Gli enti e i vari istituti accreditati per i corsi esprimono in generale un forte malumore per come negli ultimi due anni è stato gestito il Programma d’integrazione cantonale. A coordinare e monitorare le attività d’integrazione è l’Unità Interdipartimentale per l’integrazione (UII). Una conduzione in cui hanno voce in capitolo il DECS, con la Divisione della Formazione Professionale; il Dipartimento delle Istituzioni con il Delegato per l’integrazione Attilio Cometta. In più è prevista una stretta collaborazione con il Dipartimento delle finanze e dell’economia. In tanti al timone, ma - questa la critica - nessuno di vedetta.

Le conseguenze sui permessi - A pagare lo scotto dell’interruzione è innanzitutto chi su questi corsi faceva grande affidamento. L’apprendimento della lingua non è solo un diritto, ma anche un dovere. Oltretutto per il rinnovo del permesso, a seconda del tipo, agli stranieri è richiesto un certificato di conoscenza dell’italiano. Quanto sta accadendo potrebbe avere dunque pesanti conseguenze. Ma a farne le spese sono anche gli insegnanti, pagati a ore e su chiamata, che su questi incarichi annuali contavano molto. Oltretutto dopo essersi formati per ottemperare ai requisiti più elevati richiesti.

Il finanziamento indistinto - L’aspetto problematico, più volte citato dai partner pubblici e privati coinvolti dal Cantone nell'insegnamento dell'italiano, è quello del finanziamento indistinto dei corsi. Il punto dolente è che non paga nulla il richiedente l’asilo (e questo è comprensibile), ma beneficia del sussidio anche la moglie del manager americano o dell’imprenditore kazako. Gli aiuti non sono cioè destinati solo agli stranieri a basso reddito che senza corso rischiano il permesso B o C. Questa variegata tipologia di utenza diventa un problema nel momento in cui i soldi, come è successo, finiscono. Oltretutto con largo anticipo e cogliendo molti di sorpresa.

Intervista ad Attilio Cometta  - Prima di rispondere alle domande, Attilio Cometta, capo del Servizio cantonale per l’integrazione degli stranieri (SIS) fa una premessa: «Il SIS non ha mai cancellato i corsi di lingua italiana L2 a favore di persone sottoposte alla Legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI), oppure alla Legge sull’asilo (Lasi). Tutte le scuole e gli enti presenti sul territorio, in particolare quelle accreditate, hanno sempre potuto continuare a erogare corsi di lingua italiana L2. È stato invece esaurito il finanziamento (sussidio) annuale nell’ambito del Programma di integrazione cantonale (PIC 2018 – 2021) a favore dei partecipanti sottoposti alla LStrI. Conseguentemente, coloro che quest’anno intendono ancora frequentare dei corsi di lingua devono assumersi l’intera tassa di iscrizione definita autonomamente dalle singole scuole».

Alcune scuole da noi interpellate dichiarano di non avere avuto, causa anche il lockdown, un aumento significativo di partecipanti. Quanti sono stati complessivamente i partecipanti? Perché il credito è andato esaurito con largo anticipo? C'è stata una ripartizione sbilanciata dei partecipanti a vantaggio di alcune scuole?
«L’aumento significativo di partecipanti deve essere valutato a livello cantonale e non individualmente per ente accreditato. I partecipanti ai corsi di lingua italiana L2 in ambito LStrI che hanno potuto beneficiare dei contributi del PIC sono stati quest’anno circa 500. Il credito annuale si è esaurito con largo anticipo poiché la partecipazione dei corsi di lingua, malgrado il periodo pandemico, non ha rallentato la partecipazione ai corsi di lingua, evolvendo con nostra soddisfazione oltre le aspettative e sulla scorta degli anni passati. È importante evidenziare come non vi è stata alcuna ripartizione di partecipanti del SIS a vantaggio o svantaggio di una o l’altra scuola. Il catalogo delle scuole accreditate che erogano corsi di lingua italiana è pubblico e accessibile a ogni partecipante, il quale decide autonomamente dove iscriversi».

Di quanto è stato superato il credito preventivato con i sussidi erogati prima che si decidesse di sospendere il finanziamento per il 2020?
«Il costo complessivo è quasi raddoppiato rispetto al preventivo 2020 e sarà coperto, sempre nell’ambito del PIC, da minori uscite dovute alla situazione pandemica in cui diversi progetti d’integrazione hanno subito un rallentamento importante. Per questi motivi, dal prossimo anno, è previsto un aumento di credito per i corsi di lingua italiana L2 suddividendo in modo diverso il totale dei fondi a disposizione del PIC».

Nel 2020 la Segreteria di Stato della migrazione tramite l'Agenda Integrazione Svizzera ha triplicato il finanziamento pro capite da 6mila a 18mila franchi. L'aumento non doveva bastare per coprire con tranquillità l'attività e di corsi di quest'anno?
«Effettivamente, con l’avvento dell’AIS è stato aumentato il finanziamento “pro capite e una tantum” delle persone straniere assegnate ai cantoni con permesso F (ammissione provvisoria) e B (rifugiato). Questo importo individuale può essere utilizzato unicamente per facilitare l’integrazione delle persone straniere in ambito LAsi e non per quelle in ambito LStrI, e per le quali è stato esaurito quest’anno il credito per i corsi di lingua. I finanziamenti federali dell’AIS e del PIC, a disposizione dei cantoni, sono disgiunti e rispondo a regole diverse».


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