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CANTONEIl Covid spegne le lucciole: meno 30 per cento

11.09.20 - 06:00
Sono oggi 133 le persone autorizzate a esercitare la prostituzione in Ticino, a febbraio erano 188
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Il Covid spegne le lucciole: meno 30 per cento
Sono oggi 133 le persone autorizzate a esercitare la prostituzione in Ticino, a febbraio erano 188
L'applicazione da 1. gennaio scorso della nuova Legge ha quadruplicato il numero delle persone - quarantasette - denunciate per esercizio illecito della prostituzione.

Da 188 che erano, lo scorso 20 febbraio, pochi giorni prima scoppiasse la pandemia, a 133 (cifra ufficiale aggiornata a ieri). Sono i numeri dell’impatto del coronavirus sulle persone che hanno dichiarato di esercitare la prostituzione in Ticino. Un calo che, secondo i dati forniti dalla Polizia cantonale, sfiora dunque il 30 per cento.

Dieci locali, 17 appartamenti - Nei postriboli riaperti dopo il lockdown non si registra, del resto, ancora la piena attività. Anche se parlare, per fare il verso a Pasolini, di scomparsa delle lucciole pare eccessivo. Il settore, sempre secondo i dati monitorati dalla Sezione Teseu, conta attualmente 10 locali erotici autorizzati, mentre gli appartamenti notificati per l’esercizio della prostituzione sono 17.

L'aumento delle denunce - Questo per quanto concerne l’attività svolta alla luce del sole. In un ambiente per sua natura criminogeno non mancano i furbi che la Polizia cantonale si impegna a stanare. Nei primi nove mesi del 2020 la Sezione Teseu ha denunciato 47 persone per “Esercizio illecito della prostituzione” a fronte delle 10 denunce nello stesso periodo del 2019. Un aumento condizionato tuttavia dal fatto che l’applicazione delle disposizioni della nuova Legge sulla prostituzione è stata a decorrere dal 1. gennaio 2020 (concluso il periodo di transizione dal 1. luglio al 21 dicembre 2019, come precisa la Polizia).

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