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CANTONE
10.05.2020 - 16:030

Le prescrive ulteriori visite, "esagerando" sui tumori

Ombre sull’operato di un gastroenterologo. Quanto successo a una signora fa riflettere. E non sarebbe l’unico caso.

Il professionista lavora nel Sottoceneri. I fatti sarebbero avvenuti prima dell'emergenza Covid-19. L'esperta: «I medici non sono infallibili. E i pazienti devono essere più responsabili».

«Signora, lei ha tre tumori. Si prepari a un periodo di stop. Le dico questa cosa in confidenza solo perché il suo medico di riferimento non è reperibile». Sono le frasi choc che, poco prima di Natale (dunque anche prima dell'emergenza del Covid-19), una paziente del Sottoceneri si è sentita dire da un gastroenterologo dopo una biopsia. «Zero tatto. Solo tanta presunzione», sostiene la paziente. La donna rifiuta un esame ulteriore che si sarebbe dovuto svolgere il giorno successivo. Sostiene di non essersi trovata bene e decide di rivolgersi altrove. «Sorprendentemente, quando mi presento dal mio medico, mi rendo conto che il gastroenterologo ha piazzato comunque, e nonostante gli avessi posto il veto, un appuntamento successivo in una nota clinica della regione». 

Il caso viene ridimensionato dopo il secondo consulto – Tanta voglia di una seconda visita. Anche se la paziente ha già dichiarato di volersi rivolgere ad altri specialisti. «Così ho fatto. E il mio caso è subito stato ridimensionato, dopo i doverosi risultati di altre analisi. Ho un tumore sì, ma curabile in 4 o 5 settimane, senza intervento chirurgico. Il nuovo specialista mi ha subito tranquillizzata. Molti si chiedevano come potesse, il gastroenterologo precedente, emettere una sentenza del genere subito dopo la biopsia. Al momento mi sto curando. Una volta che sarò guarita, vedrò cosa fare. Mi riservo l’opzione di ricorrere alle vie legali e di segnalarlo all’Ordine dei medici».

Il precedente ambiguo – Non è finita. Tio/ 20 Minuti ha scoperto che il gastroenterologo in questione avrebbe almeno un precedente ambiguo. Emblematico il caso di un’anziana, risalente a una decina di anni fa. Lo specialista le avrebbe diagnosticato un tumore, sempre con lo stesso tatto. La donna, spaventata, ha scelto di optare per altre vie e di sentire ulteriori pareri. Consultando altri esperti, l’anziana scopre di non avere alcun tumore.    

I consigli dell’esperta – «Al momento non abbiamo segnalazioni di questo genere – evidenzia Chantal Agthe-Soldini, consulente dell’Organizzazione Svizzera dei Pazienti –. Ci sono, forse, medici che fanno cose analoghe. A volte non tutti i pazienti si arrabbiano. Dubbi ne arrivano sempre quando si ha a che fare col ramo sanitario. Sono faccende delicate. Se uno riceve una diagnosi del genere, qualcosa deve fare. È consigliabile avere sempre un secondo parere. Non dimentichiamoci che comunque un medico non è per forza infallibile».   

Il paziente oggi deve essere più responsabile – Chantal Agthe-Soldini invita alla prudenza, alla calma. E a valutare queste situazioni sotto più punti di vista. «Il paziente di una volta faceva tutto quello che diceva il medico. Oggi il paziente è più responsabile. Ed è giusto che sia così. A volte però la comunicazione non passa in maniera corretta. Non possiamo dunque con certezza parlare di cattiva fede da parte del gastroenterologo in questione. Forse si poteva evitare la fretta di fare una diagnosi o di fissare ulteriori appuntamenti, prendendo sul serio l’opinione comunicata dal paziente. Bisogna, però, vedere anche l’altra faccia della medaglia. Perché se il paziente è davvero grave, il medico che non fa niente è comunque colpevolizzato». 

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