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14.04.2020 - 22:180

Lontani, single o verso la rottura. A causa del Covid-19

Una manciata di storie rappresentative di questa emergenza. Tra amori che resistono, mai sbocciati o che finiscono

LUGANO - «La lontananza rafforza l’amore. Oppure lo distrugge», recita un vecchio film. E di storie a distanza, ma non solo, sembra voler parlare questo amore ai tempi del Covid. Soli, divisi da una manciata di chilometri, ma soprattutto da una frontiera invalicabile. O ancora lontani migliaia di chilometri, o alla fine di un rapporto. Sono tante le testimonianze inviate dai nostri lettori per raccontare come anche un sentimento così semplice e spontaneo sia costretto ad affrontare ostacoli inattesi per potersi esprimere. “Lontani, ma vicini”? Un motto, questo, che riecheggia tra le decine di voci che hanno voluto raccontarsi.

Divisi dal confine - Come quella di Veronica. «Sono un'infermiera ventottenne in un’area critica del sud Italia. Il mio ragazzo è a Lugano ed è broker assicurativo. Ci amiamo da sei anni, o forse da sempre. Ci conosciamo da una vita e sono pochi i ricordi in cui non ci sia lui. In questi mesi avremmo dovuto comprare casa a Como e trasferirci lì. Poi sposarci, costruire il nostro futuro... Lui, ora, vive con la paura che mi possa succedere qualcosa sul lavoro. Sono diventata eroina per il mondo senza saperlo, né volerlo. E combatto con la paura che le frontiere rimangano chiuse ancora per mesi e che lui possa dimenticare il mio odore. È dura, durissima. Ma continuo a ripetermi: “ce la faremo”. Restate a casa e pensate a chi amate, pensate a quanto sarà bello ritornare ad essere felici. Intanto sento la sua voce che mi dice: “Buongiorno amore, passa una bella giornata e stai attenta. Mi manchi”».

Come Veronica tanti, tantissimi. 

«Amore transfrontaliero - scrive Nadia -. Impossibile varcare la dogana per nessuno dei due. Una condizione estenuante in un contesto già di per sé di enorme fragilità emotiva. L'attesa, il desiderio di ritrovarsi e la paura dell'ignoto, sono le emozioni predominanti in questo frangente. Ma ora più di prima ci sosteniamo e ci diamo forza a vicenda. Lontani dagli occhi, ma mai dal cuore! Non vedo l'ora di riabbracciarti Francesco!». Proprio il suo lui le fa eco (sullo stesso post affidato ai social) con una replica che mostra quanto la tecnologia, mai come ora, possa tenere uniti: «L'attesa renderà tutto più dolce. Non esisteranno più dogane, decreti e virus. Ci saremo solo noi!».

Anche quella di Emanuela è una storia di distanze: «Io a Berna, lui a Domodossola. Ci separano 2 ore di treno, ma non ci vediamo da 5 settimane. Lui si è trasferito appena 6 mesi fa dal sud. Lo ha fatto per stare più vicino a me. Tanta forza a tutti!».

È lo stesso per Marco: «Io sono a Biel, lei a Piacenza. Entrambi senza gli affetti delle nostre famiglie, che sono al sud. Inconsolabili». O per Patrizia: «Divisi tra Svizzera e Italia. Mai fatte così tante videochiamate».

Storie che nascono e che finiscono - «Una relazione fresca, nata alla fine dell’inverno, pronta a sbocciare in primavera». È quella di E. Lei psicologa, lui medico in prima linea. Le loro sono «emozioni contrastanti» tra «il desiderio di vivere e il timore di ammalarsi, la gioia del ritorno e la paura dell’ignoto». «Il nostro è un ripeterci che andrà tutto bene, malgrado il mondo sembri gridare proprio il contrario. Un ricordarci che le difficoltà oggi sono altre e ritrovare un sorriso attraverso l’idea di un futuro un po’ più pieno di amore e un po’ meno colmo di paura. Un ringraziare la tecnologia, che tra i suoi tanti difetti oggi ci mostra il suo pregio: accorciare le distanze. Non vogliamo tornare alla normalità, vogliamo ritornare alla vita».

C’è poi chi, come S., si trova tra una storia che si conclude e un’altra che sta nascendo in una terra lontana: «Sto divorziando e, a dire il vero, invidio chi può quantomeno vedersi, anche se da lontano, alla frontiera. La mia ragazza invece si trova in Russia. Ci vedevamo a intervalli regolari. Tuttavia, a seguito del blocco voli/frontiere/permessi adesso chissà quando potremo riabbracciarci. Tramite WhatsApp ci sentiamo per più di tre ore al giorno, ma non è semplice. Non sono tipo da esternare i miei sentimenti, ma credo che possano essere tanti a vivere la mia situazione. Li invito a farsi forza. E beati coloro che possono brindare all’amore, vicini al proprio congiunto».

I single - Con filosofia, e una buona dosa di ironia, la prende invece Emily, single innamorata: «Per me non cambia nulla - ammette -, continuo a stare dietro alla mia cotta platonica e faccio finta di niente». 

Lo stesso per Andrea, che non pare nutrire grandi aspettative per il suo domani amoroso: «Single prima del coronavirus, single durante e molto probabilmente single anche dopo».

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