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CANTONEDue fratelli ottici e la chiusura dei loro negozi: «Pedalando "aggiriamo" il Covid-19»

11.04.20 - 08:01
Ecco come i giovani Damiano e Matteo Barloggio si sono ingegnati per tenere in piedi la loro attività lavorativa
Lettore Tio/ 20Minuti
Due fratelli ottici e la chiusura dei loro negozi: «Pedalando "aggiriamo" il Covid-19»
Ecco come i giovani Damiano e Matteo Barloggio si sono ingegnati per tenere in piedi la loro attività lavorativa
Consegne a domicilio, in bicicletta. Un successo. Già percorsi oltre 500 chilometri in totale. Il progetto è legato a un'associazione sportiva. E dunque "corrono" anche altri soci, per allenamento e per volontariato.

CUGNASCO-GERRA - Due ottici, con due negozi ben distinti, e due fratelli. Damiano e Matteo Barloggio, di rispettivamente 36 e 32 anni. Entrambi di Cugnasco-Gerra. Entrambi confrontati con la crisi dovuta al Covid-19 e con la momentanea chiusura delle rispettive attività. Come riescono a stare a galla? Pedalando. «Siamo tutti e due appassionati di ciclismo – sottolinea Damiano –. Quindi la gente può farci le ordinazioni online e noi facciamo consegne a domicilio in bicicletta». 

Una mano dai soci volontari – La vicenda è parecchio ingegnosa. Perché legata a un'associazione sportiva vera e propria, ciclistica e podistica per la precisione, di cui Matteo è presidente. Cosa significa in pratica? «Al momento tutte le gare sono ferme – riprende Matteo – . Ma i nostri soci hanno bisogno di restare un po' allenati. E quindi, con il fatto che magari sono a casa dal lavoro, anche loro per il nuovo coronavirus, ci danno una mano nelle consegne. Lo fanno tutti a titolo volontario, per sostenerci». 

Già percorsi oltre 500 chilometri – Il servizio sembra avere riscosso un grande successo e ora è stato ampliato dai privati alle farmacie. «In questi giorni – fa notare Matteo – abbiamo percorso oltre 500 chilometri complessivi. E siamo pronti a pedalare ancora».

Solo piste ciclabili – Un'eresia in un momento in cui le autorità chiedono di ridurre al mimino qualsiasi rischio di infortunio? «Non percorriamo strade pericolose – replica il 36enne –. Usiamo rigorosamente solo le piste ciclabili. Altrimenti scendiamo dalla bicicletta e proseguiamo a piedi. Si tratta di un modo di fare consegna a domicilio decisamente ecosostenibile. E per la consegna non chiediamo assolutamente niente. È gratuita».

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