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30.03.2020 - 19:470

Lavoratori indipendenti: «Solo una parte è considerata»

Per molti non c'è ancora alcun aiuto malgrado la loro perdita di guadagno dovuta al coronavirus

L’Associazione ticinese ImprendiTi chiede alle Autorità cantonali e federali di adottare nuove misure che permettano di sostenere tutti questi lavoratori

LUGANO - Quando si parla di lavoratori indipendenti ci si riferisce soprattutto alle tante ditte individuali, formate per la maggior parte dei casi dal solo titolare. In Svizzera queste ditte sono ca. 290'000 (fonte UST 2019 – stato a fine 2017), e rappresentano un po’ più del 50% di tutte le imprese, in Ticino la realtà non cambia e stiamo quindi parlando di ben oltre 15'000 lavoratori indipendenti (non tutti sono iscritti a Registro di commercio).

Persone che sono attive nei diversi settori della nostra economia: dal giardiniere al consulente, dal carrozziere all’avvocato o allo psicologo, dall’architetto al formatore o al coach, dal falegname al ristoratore, e così via. Persone fisiche che, diversamente dalle società, mettono in gioco la propria responsabilità individuale garantendo con il proprio capitale personale (p.es. abitazione e risparmi, se ci sono).

Già prima del Covid-19, la fragilità economica di buona parte di questa categoria di lavoratori (fra l’altro senza cassa pensione) era nota. Ora, con la progressiva cessazione dell’attività economica dovuta alle misure (sanitarie ed economiche) prese dalle Autorità, la loro perdita di fatturato rappresenta per la maggior parte di loro una secca perdita di entrate.

Solo per alcuni di loro questa perdita d’attività è compensata dalle misure annunciate il 20 marzo scorso dal Consiglio Federale. «Purtroppo è proprio così e serve precisarlo per evitare il diffuso malinteso dovuto a una disgraziata generalizzazione», sottolinea l’Associazione ticinese ImprendiTi.

Sono infatti aiutati dalle Indennità di Perdita di Guadagno (IPG) solo i titolari delle ditte individuali che hanno ricevuto uno stop formale dal Consiglio Federale: parliamo per la maggior parte di negozi, bar e ristoranti, musei/teatri e biblioteche, così come ditte legate alle manifestazioni pubbliche. Tutti gli altri lavoratori indipendenti, quelli per i quali l’attività e il guadagno sono praticamente cessati a causa delle conseguenze delle misure Covid-19 (sanitarie o economiche) - in altre parole perché in questo momento i loro servizi, prodotti o prestazioni, non sono più richiesti, neanche online - non hanno diritto all'indennità di perdita di guadagno o un’altra misura di sostegno!

ImprendiTi, associazione formata da titolari di aziende ticinesi, ritiene che in queste difficili condizioni anche questa categoria vada in qualche modo considerata nelle misure di sostegno, sia in considerazione della situazione personale di questi lavoratori, sia a tutela di una fetta importante dell’economia ticinese che ne risulterebbe poi compromessa se tali aiuti dovessero mancare.

L’Associazione chiede quindi alle Autorità cantonali e federali di trovare rapidamente delle misure di sostegno adatte anche a questa categoria di lavoratori: «In Ticino migliaia di lavoratori indipendenti stanno soffrendo e in questo momento si aspettano che anche per loro, come per gli altri, ci sia un giusto aiuto dallo Stato: nulla di più!»

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