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09.03.2020 - 09:520
Aggiornamento : 11:43

Gli ospedali corrono ai ripari per evitare un collasso del sistema sanitario

L'EOC si sta riorganizzando per avere a disposizione personale a sufficienza per affrontare l'epidemia di Covid-19

BELLINZONA - In Svizzera le persone positive al Covid-19 (la malattia causata dal nuovo coronavirus proveniente dalla Cina) sono sempre di più, in particolare nel nostro cantone dove a livello nazionale si registra il maggior numero di casi (si sfiora la sessantina, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, UFSP).

Una situazione, questa, in cui è indispensabile attuare tutte le misure possibili per evitare un collasso del sistema sanitario. Questo anche alla luce dei recentissimi sviluppi nella vicina Italia, dove il Governo ha firmato un decreto che impone la “chiusura” della Lombardia e di quattordici province in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.

Nelle strutture ospedaliere del cantone ci si chiede quindi per quanto i frontalieri impiegati potranno raggiungere anche nei prossimi giorni il posto di lavoro. Si parla di circa 120 medici e 500 infermieri, come spiegava di recente il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità.

Misure anti-crisi - L’Ente ospedaliero cantonale sta quindi correndo ai ripari e prevede l'adozione di una serie di misure che permettano di disporre di sufficiente forza lavoro. Misure che vanno oltre a quelle già comunicate ieri dal Consiglio di Stato. Sembra infatti - secondo nostre informazioni - che vi sia l'intenzione di annullare tutte le vacanze e i congedi richiesti dagli operatori sanitari. E per tutto il personale curante potrebbe venir introdotta una turnistica di dodici ore. Non è per ora noto se e e quando tali provvedimenti supplementari saranno introdotti e se riguarderanno tutto l'Ente.

In cerca di personale - Negli scorsi giorni l’EOC ha inoltre pubblicato un bando di concorso per personale infermieristico avventizio da affiancare all’organico esistente. «A causa dell’attuale situazione epidemiologica - si legge - potranno essere considerate unicamente le candidature di persone residenti in Svizzera».

C'è chi dorme in Ticino - Già negli scorsi giorni, alcuni lavoratori frontalieri impiegati dall’Ente avrebbe inoltre deciso di trovare una sistemazione sul territorio cantonale. Questo per evitare il rischio di non poter più raggiungere il posto di lavoro.

Attualmente in Ticino sono due le strutture ospedaliere designate come centri per i pazienti che hanno contratto il nuovo coronavirus: si tratta dell’Ospedale Italiano di Lugano e, da alcuni giorni, anche della Carità di Locarno.

Tutte le informazioni sulla situazione relativa al coronavirus in Svizzera sono disponibili su www.ufsp-coronavirus.ch e su www.ti.ch/coronavirus. Per qualsiasi dubbio è attiva la seguente infoline: 0800.144.144 (tutti i giorni dalle 7.00 alle 22.00).

La mappa dei contagi nel mondo

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