Lele Delcò: "Un bicchiere con una donna, poi non ricordo niente"

Lele Delcò evoca i frammentari ricordi della sera dell'aggressione nel suo grotto
Lele Delcò evoca i frammentari ricordi della sera dell'aggressione nel suo grotto
CARASSO - "El partit dell’umbrella, magnà, beè e fà andà la canella" si soleva dire nel Dopoguerra per esprimere la propria indifferenza verso i soliti partiti politici. In Ticino il fantomatico movimento dai valori edonistici divenne addirittura realtà, per merito di Lele Delcò, noto ristoratore di Carasso, che con la consueta indole provocatoria pensò bene di proporre alla fine degli anni ’80 una lista veramente alternativa.
Il Partito dell’Umbrella, che si tramutò poi in Partito dei cittadini, Partito delle donne e poco prima del nuovo millenio in Partito popolare 2000, non riuscì mai a entrare in Parlamento ma, oltre ad aver in un certo modo aperto il campo all’antipolitica della Lega, accrebbe ancor più la popolarità del buon Lele.
Una vivacità, quella del "Re dei grotti", che nella notte tra giovedì e venerdì è stata funestata da uno spiacevole episodio. Il Lele sarebbe stato avvelenato, derubato e abbandonato in stato di incoscienza nel suo grotto, dove è stato ritrovato il mattino seguente. Tenuto precauzionalmente in stato di coma artificiale, non appena risvegliatosi il Lele ha ritrovato la sua verve. "Non è stato un malore, mi hanno fatto dormire!", dichiara al 20 minuti in risposta a chi escludeva l’intervento di terze persone. "All’ospedale mi hanno trovato il veleno in corpo. Io mi ricordo solo che quella sera ho bevuto un bicchiere con una donna che cercava lavoro, poi più niente...".
Era tarda serata, un orario anomalo per cercare lavoro. Chi sarà mai la misteriosa donna di cui parla Delcò? Sarà compito dell’indagine di Polizia appianare una situazione che resta avvolta nel mistero.









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