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SVIZZERA

Gite culturali o spionaggio? Gli expat russi fanno tremare la Svizzera

Visitano regolarmente centrali nucleari, aeroporti, la galleria ferroviaria del Gottardo e altre infrastrutture critiche per il nostro Paese. E il sospetto che si tratti di vere e proprie ricognizioni è sempre più forte.
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Fonte Aargauer Zeitung
Gite culturali o spionaggio? Gli expat russi fanno tremare la Svizzera
Visitano regolarmente centrali nucleari, aeroporti, la galleria ferroviaria del Gottardo e altre infrastrutture critiche per il nostro Paese. E il sospetto che si tratti di vere e proprie ricognizioni è sempre più forte.

BERNA - Se ne contano a decine nel nostro Paese. Sono gruppi di stranieri residenti in Svizzera che si organizzano tramite i social media per riunirsi e svolgere insieme delle attività.

Ma tra visite culturali, escursioni in montagna, serate gioco e workshop di cucina, alcuni gruppi, in tempi recenti, stanno dando nell'occhio. "Per quale motivo?" vi chiederete. Perché si tratta di gruppi di expat russi che hanno mostrato un interesse particolare per le visite alle infrastrutture critiche rossocrociate. Lo riporta l'Aargauer Zeitung.

Nello specifico si tratta di strutture e impianti di importanza vitale per la nostra società, la cui compromissione comporterebbe un disastro per il Paese.

Dalle centrali nucleari al Gottardo, fino a Palazzo federale - Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, in particolare, alcuni gruppi di expat russofoni hanno ripetutamente visitato impianti e strutture che sarebbero di grande interesse per potenziali aggressori o sabotatori: centrali nucleari, centrali idroelettriche, infrastrutture ferroviarie come il tunnel del Gottardo, aeroporti, centri logistici della Posta e della grande distribuzione, organizzazioni di emergenza e soccorso, impianti di biogas, depurazione delle acque e smaltimento, e anche Palazzo federale.

Visite ripetute - Ad allarmare è anche il fatto che dall'inizio del 2024 alcuni gruppi sono stati ospiti di centrali nucleare svizzeri per ben tre volte. E qualcuno sospetta che questi gruppi ricreativi vengano strumentalizzati per ottenere accesso a infrastrutture critiche in maniera discreta. Dunque, per scopi di spionaggio.

«Si deve presumere un alto numero di casi non rilevati» - Intanto il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) riferisce al quotidiano argoviese che queste attività vengono monitorate. «Il SIC è a conoscenza di visite di gruppo in impianti appartenenti alle infrastrutture critiche della Svizzera. Valuta costantemente tali eventi nel contesto geopolitico generale ed è in stretto contatto con i partner nazionali e cantonali competenti».

«Le attività di spionaggio spesso non vengono riconosciute o segnalate. Si deve presumere un alto numero di casi non rilevati», viene aggiunto.

Russia e Cina protagoniste - Il SIC aggiunge quindi che «la principale minaccia di spionaggio», per la Svizzera, «proviene tuttora da Russia e Cina. Le infrastrutture critiche sono tra gli obiettivi su cui i servizi segreti stranieri operano con diversi mezzi, tra cui fonti umane».

E questo genere di strategia, in cui si sfruttano visite apparentemente innocue, non è da considerarsi sorprendente: «Le informazioni sulle infrastrutture critiche vengono raccolte e analizzate anni prima, spesso in tempi di pace. Nel contesto dell’intensificazione dei conflitti ibridi, l’importanza di queste attività è ulteriormente aumentata».

Tuttavia, su «dettagli operativi, singoli gruppi o obiettivi concreti» il SIC non fornisce informazioni pubbliche. «Queste valutazioni sono riservate ai decisori federali e cantonali, anche per poter adottare eventuali misure di protezione».

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