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IL SORPASSO A... DUE RUOTEMotoGP al via: i big sgommano, gli outsider sognano

03.03.22 - 15:18
Dopo anni, sulla griglia di partenza non ci sarà Valentino Rossi
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IL SORPASSO A... DUE RUOTE
03.03.22 - 15:18
MotoGP al via: i big sgommano, gli outsider sognano
Dopo anni, sulla griglia di partenza non ci sarà Valentino Rossi
Alla ricerca di potenza, controllo e affidabilità in inverno si è lavorato sodo.

LOSAIL - Dal nostro corrispondente: Leonardo Villanova.

Scatta la MotoPG: tutti a caccia di Re Quartararo. Con il blocco allo sviluppo dei motori dettato dalla pandemia finalmente alle spalle, in inverno gli ingegneri hanno sudato tantissimo. Cavalli e ancora cavalli, il vero teatro di scontro della MotoGP moderna, è stato il leitmotiv che ha ritmato il lavoro nei reparti corse tra Giappone, Italia e Austria.

Avranno fatto bene i compiti? Di sicuro li ha fatti la Ducati, che oltre a spremere ulteriore potenza dal 4 cilindri è andata ancora più avanti nella ricerca tecnologica, arrivando ad adottare anche all’anteriore l’abbassatore meccanico che dovrebbe aiutarla a guadagnare chilometri in rettilineo. Bagnaia&CO insomma, stanno gongolando.

Ma bene dovrebbero aver fatto anche la Honda, che ha tirato fuori dal box una RC213V molto meno critica sull’anteriore – caratteristica che esaltava Marc Marquez ma mandava in crisi tutti gli altri piloti - e più gestibile sul posteriore, così come l’Aprilia. Con una moto totalmente nuova, che ha subìto una dieta molto importante e che ha permesso a Maverick Viñales e ad Aleix Espargaro di farsi sempre trovare tra i primi, a Noale non si nascondono e parlano di prima vittoria come obiettivo da raggiungere.

La Suzuki invece, che con la Yamaha è stata l’unica ad adottare uno schema di motore di 4 cilindri in linea, ha fatto progressi a livello velocistico, con i piloti tornati a sorridere dopo un 2021 particolarmente complicato. Soprattutto, la squadra di Hamamatsu si è rinforzata ingaggiando come team manager Livio Suppo, l’ex di Ducati e Honda arrivato a chiudere il buco profondo causato dall’addio di Davide Brivio. Fabio Quartararo, il campione uscente, ha passato l’inverno a punzecchiare i suoi ingegneri, rei di non avere trovato quella potenza che alla M1 serve parecchio, ma poi al momento di guardare il cronometro è sempre lì, con i migliori. E lo scorso anno El Diablo si portò a casa la seconda gara disputata a Losail. Ci riproverà, come lo farà Franco Morbidelli, pienamente ristabilito.

Quartararo, Bagnaia e Marquez sono i tre che per molti si giocheranno la vittoria nel debutto del Qatar, ma appena fuori dai riflettori, guardato con attenzione da tutti, c’è quell’Enea Bastianini che potrebbe diventare la mina vagante: perché quella Ducati versione 2021 con la quale Bagnaia ha dominato il finale 2021, al massimo dello sviluppo e della competitività, nella mani della Bestia potrebbe essere l’arma giusta con la quale sbaragliare la concorrenza, ancora alla ricerca di risposte definitive dalle nuove moto. Enea sorride sornione ma non si nasconde: la sua rincorsa alla Ducati ufficiale 2023 vuole partire dalla notte del Qatar.

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