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IL SORPASSO... A DUE RUOTEDalla pista alla... sabbia: Petrucci non si ferma

09.12.21 - 15:27
Il pilota italiano si era ritirato dalla MotoGP meno di due mesi fa e fra una ventina di giorni disputerà la Dakar.
Imago, archivio
Dalla pista alla... sabbia: Petrucci non si ferma
Il pilota italiano si era ritirato dalla MotoGP meno di due mesi fa e fra una ventina di giorni disputerà la Dakar.
Il 31enne ha preso parte a dieci Mondiali della classe regina e il suo miglior risultato è il sesto posto finale raggiunto nel 2019.

Di Leonardo Villanova.

Una cosa così non l’ha mai fatta nessuno e, solo per il coraggio che ci mette, merita un grande applauso di incoraggiamento. Poco meno di un mese fa, a Valencia si chiudeva l’avventura in MotoGP di Danilo Petrucci, mentre fra tre settimane il Petrux si troverà a respirare e sputare polvere nel deserto dell’Arabia Saudita. Tra le due avventure, l’unico comun denominatore è rappresentato dalla KTM in sella alla quale il pilota di Terni ha affrontato l’ultimo Mondiale e con la quale adesso abbraccerà la sfida della Dakar.

Una prima mai tentata da nessun pilota di altissimo livello in un arco temporale così ristretto. Dalla pista alla sabbia in poco più di 45 giorni, per quella che molti suoi ormai ex colleghi non hanno esitato a definire una mezza pazzia. «Perché andare a correre il rally raid più duro che ci sia senza avere nessuna esperienza è molto pericoloso», non si è nascosto il suo ex compagno in Ducati Andrea Dovizioso. «È una sfida complicatissima e affascinante, seguirò con attenzione i suoi risultati», lo ha incoraggiato Valentino Rossi, che qualche anno fa era sembrato a sua volta attratto dal sogno Dakar, salvo poi decidere che il suo futuro a quattro ruote avrà ancora come terreno l’asfalto di una pista.

Petrucci, invece, nato e cresciuto con le moto da enduro e da cross, da sempre ha raccontato il suo amore per la gara ideata a fine anni 70 da Thierry Sabine. «Magari la correrò in camion con Danilone (il papà, dal quale ha ereditato il nome, ndr), ma la correrò». Si immaginava che questo momento arrivasse chissà quando, invece la stagione disgraziata con la KTM del team Tech 3, dove i risultati sono stati pochissimi, e le promesse non mantenute da parte del management della Casa di Mattighofen ancora di più, gli ha chiuso le porte della MotoGP. E probabilmente è stato anche per farsi “perdonare” una gestione fallimentare, che alla fine Pit Beirer, il potente capo del motorsport, gli ha offerto una moto ufficiale per iniziare quella che potrebbe essere una seconda vita.

In questi giorni, Petrucci è nel deserto di Dubai per allenarsi assieme a Toby Price, Sam Sutherland e gli altri piloti della KTM a prendere confidenza con un modo di correre, ma anche di vivere, totalmente diverso. Il lusso degli hotel è sostituito dal camper dove trascorrere le notti nel bivacco, le giornate, soprattutto, saranno scandite da tempi fino a poco tempo fa sconosciuti: sveglie nel cuore della notte, chilometri di trasferimento al gelo, speciali infinite sotto un sole feroce e su terreni ogni giorno diversi. Per uno a completo digiuno di gare così, già solo arrivare al traguardo sarà una grandissima vittoria. E Petrux si merita di riuscirci anche solo per avere avuto il coraggio di provarci.

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