Campo pesante e tifo indiavolato spauracchi dell'Italia

Danijel Milicevic mette in guardia l'Italia.
Questa sera nel piccolo e vetusto stadio Bilino Polje di Zenica andrà in scena lo spareggio mondiale tra la Bosnia-Erzegovina e l'Italia. Ne abbiamo parlato con l'ex nazionale bosniaco Danijel Milićević.
Danijel Milicevic mette in guardia l'Italia.
Questa sera nel piccolo e vetusto stadio Bilino Polje di Zenica andrà in scena lo spareggio mondiale tra la Bosnia-Erzegovina e l'Italia. Ne abbiamo parlato con l'ex nazionale bosniaco Danijel Milićević.
ZENICA - Campo pesante. Ambiente infernale. Stadio piccolo e pubblico vicino. A Zenica l'Italia si troverà davanti una vera e propria bolgia. Un clima già di per sé caldo che l'esultanza sui rigori di Cardiff ha addirittura reso rovente. E allora un intero Paese è pronto a spingere la truppa da CT Barbarez al secondo Mondiale della propria storia dopo quello del 2014 che - per ironia della sorte - è anche stato l'ultimo disputato dagli Azzurri.
Per inquadrare un po' meglio la decisiva partita di questa sera abbiamo sentito Danijel Milićević, ex centrocampista nato e cresciuto a Bellinzona che vanta tre presenze con la maglia della Bosnia-Erzegovina.
ImagoNato e cresciuto a Bellinzona, Danijel Milićević (qui quando era allenatore del Gent) ha collezionato 3 presenze con la maglia della Bosnia-Erzegovina.Che partita ti aspetti?
«Mi aspetto una partita combattuta. Il terreno da gioco sarà probabilmente abbastanza pesante a causa della neve, della pioggia e del gelo di questi giorni. Vedo l'Italia comunque favorita. Ma la Bosnia dopo la vittoria ai rigori in Galles ha preso molto coraggio. E c'è parecchio entusiasmo. Poi la Bosnia ha Dzeko. Capitano e leader che a 40 anni fa ancora la differenza sia in seconda Bundesliga sia in Nazionale. Una vera e propria leggenda».
Cosa deve fare la Bosnia per avere una chance di battere l'Italia?
«Prima di tutto dovrà difendersi bene. Essere solida. Compatta. Giocare da squadra. Dovrà aver la capacità di soffrire, come già capitato in Galles, e poi essere efficace nelle ripartenze».
E poi c'è l'ambiente e lo stadio Bilino Polje di Zenica...
«Sì, io ho avuto la fortuna di giocarci. È uno stadio piccolo. Vetusto. E si crea un'atmosfera molto intensa quando gioca lì la nazionale. L'ambiente sarà molto molto caldo. I tifosi sono entusiasti. La Bosnia è andata solo una volta al mondiale e quindi non vedono l'ora di festeggiare. È una nazione che ha sofferto molto negli anni passati e il calcio può ridare un po' di felicità a questa gente. Anche il terreno di gioco avrà un ruolo molto importante a causa della neve e della pioggia cadute in questi giorni».
E che il clima sarà caldo lo dimostra anche il fatto che i tifosi bosniaci si stanno già ingegnando per trovare una soluzione ai pochi posti disponibili (la UEFA ha limitato a 9'000 gli spettatori). Molti inquilini attorno allo stadio stanno infatti affittando i balconi dei loro appartamenti…
«Ho letto anche io di questa vicenda (ride, ndr). Alla fine ognuno fa quello che può per assistere a una partita che potrebbe essere storica per il calcio bosniaco. È una cosa un po' amarcord degli anni 80-90».
Cosa vorrebbe dire per la Bosnia tornare al mondiale dopo 12 anni?
«Sarebbe soprattutto il coronamento dell'incredibile carriera di Edin (Dzeko, ndr). Lui ha fatto tantissimo per questa nazionale. Sono vent'anni che gioca lì e ha segnato un numero incredibile di reti. Sarebbe poi un grande traguardo per il calcio bosniaco e per i suoi giovani giocatori. Al momento vi è infatti un cambio generazionale dopo che hanno smesso i vari Pjanic, Lulic e Ibisevic e il mondiale sarebbe una vetrina incredibile per loro».
ImagoEdin Dzeko, vera e propria leggenda del calcio bosniaco. Quella di stasera sarà la sua 148esima partita in nazionale (73 gol).E parlando di giovani giocatori bosniaci, impossibile non citare Alajbegovic del Salisburgo...
«Lui è un grande talento. È un giocatore moderno che cerca sempre l'uno contro uno con l'avversario. Ha poi una grande personalità. E lo ha dimostrato in Galles dove si è preso la responsabilità, a 18 anni, di calciare il quinto rigore per mandare la propria nazionale in finale con l'Italia».
Altri giocatori da tenere d'occhio?
«Dico Demirovic. Lui dopo la partita in Galles è stato molto criticato per aver sprecato diverse occasioni. Anche perché con la maglia della Bosnia (4 reti in 37 presenze, ndr) non ha ancora saputo incidere come fa con Stoccarda. Quella di stasera può quindi essere la sua partita. Quella della sua rivincita personale».
La vincente di questo spareggio ai Mondiali incontrerà la Svizzera il 18 giugno a Los Angeles. Cosa ne pensi della nazionale rossocrociata?
«La Svizzera è al Mondiale meritatamente. Sta facendo molto bene. Murat ha fatto un gran lavoro. Anche lì c'è stato un mezzo cambio generazionale con diversi protagonisti che hanno lasciato la nNazionale. Ma la qualità è restata molto alta. Lo abbiamo visto anche agli Europei dove la Svizzera ha dominato l'Italia. Ed è ormai una squadra temuta da tutti».
‼️People that live around the Stadium in Zenica are literally renting out their balconies for the match against Italy. The reduced capacity will have no effect. There will be people watching from anywhere possible around the Stadium. This will be an epic night! #BIHITA 🇧🇦🇮🇹 pic.twitter.com/YHToH4qFRG
— Bosnian Football (@BosniaNTBall) March 28, 2026








