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L’OSPITE - ARNO ROSSINI«La Roma mi stuzzica molto»

10.08.22 - 07:00
«Balzo-Inter con Lukaku, ma sarebbe servito Dybala»
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«La Roma mi stuzzica molto»
«Balzo-Inter con Lukaku, ma sarebbe servito Dybala»
Arno Rossini: «Quello di Serie A non sarà un campionato normale».

ROMA - Il conto alla rovescia è ormai quasi terminato: sabato, con Milan-Udinese e Sampdoria-Atalanta, scatterà infatti la nuova stagione di Serie A. Ma che campionato sarà? E soprattutto, chi vincerà? Tutti gli occhi sono puntati sul Milan e sull’Inter, da molti indicati come grandi favoriti per il successo finale; le sorprese, nell'anno del Mondiale, potrebbero in ogni caso essere grandi.

«Più che sulle milanesi io punterei qualche franco su un'altra contendente - è intervenuto Arno Rossini - Quest’anno mi stuzzica molto la Roma».

Tra novembre e dicembre il campionato si fermerà per far posto alla Coppa del mondo; si può ipotizzare che, alla fine, la spunterà la squadra che ha in rosa meno “nazionali”?
«Si può ipotizzare che non sarà un campionato normale. La variabile-Mondiali è infatti importante, assolutamente da tenere in considerazione. Più che per quella, guardo con interesse alla Roma per la qualità della rosa allestita da Pinto. E ovviamente per l'uomo seduto in panchina».

Mourinho c'era già l'anno scorso…
«Sì, esatto, e con una squadra che aveva delle pecche è riuscito comunque a vincere un trofeo europeo. Quest'anno può invece contare su un gruppo molto più forte, un gruppo nel quale i vari Dybala, Wijnaldum, Abraham, Zaniolo, Pellegrini e forse Belotti possono dare spettacolo. In giallorosso vedo tanti grandi calciatori ma, soprattutto, vedo tanti ragazzi in grado di lasciare il segno in attacco».

Il gioco di Mourinho non è solitamente spettacolare.
«Il portoghese è molto accorto. E il fatto di poter contare su tanti elementi offensivi di spicco lo favorirà di certo. Potrà spesso schierare una formazione “difensivamente attenta”, tanto poi qualcuno là davanti un gol lo segnerà sempre».

Negli anni, il grosso problema della Roma è stato quello di gestire la pressione della piazza. Se fai bene, nella capitale italiana sei un dio. Se fai male però…
«E in questo, nel portare equilibrio, Mourinho è fantastico. È sicuramente uno dei professionisti migliori in circolazione. Forse non riuscirà inventarsi qualcosa di nuovo a livello tattico, ma sicuramente, con la sua esperienza e la sua presenza di spirito, saprà proteggere e stimolare i giocatori nei momenti difficili».

La Roma è in pole position. Alle sue spalle chi c'è?
«Si devono per forza di cose indicare le milanesi. L’Inter, che con Lukaku ha fatto un ulteriore balzo avanti, e il Milan campione in carica. L'attaccante belga dovrebbe riuscire a trascinare i nerazzurri. Ma non so se il suo innesto basterà per portarli al titolo. Fosse arrivato anche di Dybala, la Beneamata sarebbe stata la mia favorita. Così invece a Inzaghi mancano 10-15 gol. E potrebbero essere quelli decisivi. Il Milan parte invece dalle certezze dell'anno scorso, da un allenatore molto bravo e da De Ketelaere, giocatore estremamente interessante».

Che però in pochi hanno conteso ai rossoneri in sede di mercato. Questo dovrebbe far pensare…
«I dirigenti del Diavolo hanno già dimostrato in passato di saper scegliere bene i giocatori, di trovare ottimi elementi anche tra quelli non pubblicizzatissimi. Pensate per esempio a Leão: in quanti lo conoscevano prima che giungesse a Milano? Ora invece è un top a livello mondiale. Non mi stupirei, quindi, se il nuovo arrivato riuscisse subito a lasciare il segno».

E la Juventus? A Torino ci sono tanti buonissimi giocatori e un allenatore bravo a gestirli.
«Ma che difficilmente riesce a portare novità. I bianconeri mi paiono solidi e potenzialmente potrebbero fare anche molto bene; mi sembra in ogni caso difficile che possano vincere. Manca Pirlo. Non in panchina: manca un elemento come Pirlo in mezzo al campo, un giocatore in grado di far fare il salto di qualità a tutti i compagni. Guardate Lichtsteiner: se non avesse giocato con Andrea, non avrebbe di sicuro fatto quella carriera. Sarebbe rimasto solo uno che corre. Sarebbe rimasto Forrest Gump».

Altre possibili outsider?
«Il Napoli del bravissimo Spalletti, magari. O anche la Fiorentina: dall’annata con il Mondiale ci si può attendere di tutto». 

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