La grande cucina di Crissier fa tappa a Lugano

Una serata che non aveva bisogno di presentazioni quella di ieri al Ciani di Lugano, dove Loris Meot ha accolto Franck Giovannini, uno dei più grandi protagonisti della gastronomia svizzera per la sesta serata ufficiale di S.Pellegrino Sapori Ticino 2026. Un nome, una garanzia. Anzi, due, considerando che ad accompagnare la cucina dello chef sono stati i vini di Castello Luigi, altra eccellenza del panorama enologico ticinese.
Tre stelle Michelin, 19 punti GaultMillau: Franck Giovannini guida dal 2016 le cucine del leggendario Restaurant de l'Hôtel de Ville di Crissier, una delle più prestigiose istituzioni gastronomiche al mondo. Una casa che ha scritto pagine importanti della storia dell'alta cucina grazie a nomi come Fredy Girardet, Philippe Rochat e Benoît Violier, dei quali Giovannini ha raccolto l'eredità, riuscendo a preservarne il prestigio e, al tempo stesso, a imprimere una propria identità.
La sua è una cucina di grande eleganza e precisione, dove nulla è lasciato al caso e ogni ingrediente trova il proprio spazio, senza inutili sovrapposizioni.
Arrivato a Lugano con tutta la sua brigata, ha portato al Ciani quella filosofia che ha reso Crissier un punto di riferimento internazionale: materie prime di altissima qualità, stagionalità, rispetto del prodotto e, soprattutto, sapori autentici e riconoscibili.
Una filosofia che ha trovato espressione anche nei piatti proposti durante la serata, a cominciare dalla raffinata rosetta di foie gras al Merlot ticinese con scaglie di petto d’anatra affumicato o il camoscio alpino lardellato al pepe verde.
Un equilibrio costruito attraverso un sapiente gioco di consistenze, temperature e contrasti, sempre al servizio del gusto. Una cucina che sa essere contemporanea senza rinunciare alla tradizione, fedele a quella concezione della gastronomia come arte di vivere che da sempre contraddistingue la maison di Crissier.
Grande attenzione anche alla provenienza delle materie prime, selezionate prevalentemente in Svizzera e nei Paesi confinanti, privilegiando freschezza, qualità e sensibilità ambientale.
A completare l'esperienza gastronomica, i vini di Castello Luigi, un Bianco del Ticino Doc 2022 e un rosso del Ticino Doc 2020. Un incontro tra due realtà che condividono la stessa ricerca dell'eccellenza.











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