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CEREGHETTI E GABAGLIOCi risiamo! Serbatoi a secco!

26.07.22 - 20:35
Giorgio Cereghetti e Filippo Gabaglio, già promotori della petizione per l'acquedotto a lago a Riva San Vitale
foto Cereghetti-Gabaglio
Ci risiamo! Serbatoi a secco!
Giorgio Cereghetti e Filippo Gabaglio, già promotori della petizione per l'acquedotto a lago a Riva San Vitale

CASTEL SAN PIETRO - L’immagine parla da sola – era il 31 agosto 1998 – e possiamo proprio dire che di acqua, sotto il ponte, ne è passata molta. Potremmo riprendere pari pari l’incipit di un comunicato stampa della sezione PPD di Castel S. Pietro che, tre anni dopo la consegna al Consiglio di Stato di 1171 firme di cittadine e cittadini di Castello e della regione, recitava proprio: “Ci risiamo! Serbatoi a secco!”

Già 24 anni or sono la questione della ciclica penuria di acqua, dell’approvvigionamento sicuro e di una riserva in caso di inquinamento preoccupava in particolare i cittadini di Castello e Mendrisio. La raccolta di firme fu la logica conseguenza di un percorso iniziato almeno quattro anni prima ma che, per ragioni diverse, non avanzava. Il progetto di “Acquedotto a lago” era in una fase di stallo e i due comuni decisero di fare il possibile perché venisse realizzata la “tappa 0” con la stazione di pompaggio in zona Batüda a Riva S. Vitale.

Da allora il PCAI (Piano cantonale di approvvigionamento idrico) ha compiuto qualche passo ma gli obiettivi che chiedevamo fossero raggiunti, quasi un quarto di secolo dopo restano tali.

La preoccupante situazione di queste settimane sul fronte meteorologico conferma l’urgenza di una soluzione definitiva e sicura che si inserisca in un quadro di uso comunque responsabile e sostenibile di questa risorsa preziosissima e assolutamente vitale.

Proprio mentre scriviamo, il Comune e le Aziende Industriali di Mendrisio, hanno diramato un avviso a tutti i fuochi nel quale, oltre all’invito a non sprecare l’acqua, si parla per la prima volta di possibile “razionamento dell’erogazione idrica”.

La questione climatica ha messo ancora più in evidenza la centralità di questo bene primario sia nella vita di tutti i giorni di ogni cittadina e cittadino sia per quanto riguarda l’economia della nostra regione in particolare. Le “risposte di emergenza” adottate in questi giorni a favore dell’agricoltura e della viticoltura sono certamente encomiabili ma non possono rappresentare la regola. È necessario dare una risposta globale al problema, guardando con lungimiranza alle generazioni future per permettere anche a loro di continuare a vivere pienamente quella bella porzione di territorio che è il Mendrisiotto.

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