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L'OSPITE
21.01.2022 - 13:440

Padron comanda, cavallo trotta

USS Ticino

LUGANO - Nelle sue ultime comunicazioni, l’autorità federale ha confermato la volontà di alleggerimento del dispositivo di protezione contro la pandemia di COVID 19. Anche l’autorità cantonale sostiene questa linea, pur con qualche distinguo qua e là. Decisioni queste dettate dall’economia privata, per il tramite di una campagna molto efficace nelle ultime settimane, incentrata sulla necessità di diminuire i tempi di quarantena e di isolamento. “Padron comanda, cavallo trotta”, dice il proverbio...

Le reazioni del mondo sanitario ticinese sono state improntate a stupore e preoccupazione, sensazioni che condividiamo, a maggior ragione visti i segnali che riceviamo dal mercato del lavoro ticinese. Ad esempio, richieste di non farsi testare per evitare eventuali segnalazioni di positività, o di mascherare o addirittura ignorare eventuali sintomi per poter rientrare al lavoro. Facile quindi immaginare, come fatto da esponenti di spicco del mondo sanitario cantonale, che il dimezzamento dei tempi di quarantena e (ancora peggio!) di isolamento manterranno o addirittura peggioreranno gli attuali (altissimi) livelli di contagi, con le ben conosciute conseguenze su un settore sanitario già in sofferenza e un personale al limite.

Perché lavoratori positivi al lavoro o sui trasporti pubblici significano decine di potenziali nuovi focolai, a maggior ragione quando la “responsabilità del singolo” sembra essere di nuovo il faro del dispositivo di protezione della popolazione.

I sindacati denunciano ancora una volta l’inefficacia di questo modello. Perché alle pressioni già evocate, alle quali difficilmente il lavoratore può sottrarsi, si aggiungono poi le problematiche tecniche che rendono altamente improbabile il rispetto di direttive che lasciano un così ampio margine di apprezzamento ai singoli.

Visti tempi di isolamento e quarantena ridotti a 5 giorni, e conseguente adattamento delle indennità perdita di guadagno relative, quid del pagamento del salario per eventuali giorni supplementari, imposti dal buon senso o da un’autorità terza, pensiamo allo stato italiano che mantiene le sue quarantene ad un minimo di 10 giorni per i numerosi lavoratori frontalieri presenti sul territorio?

Visto quanto precede, invitiamo nuovamente le autorità cantonali a ritornare sui loro passi, in un cantone ancora nel pieno del picco pandemico. Allo stesso tempo, avvieremo una campagna sindacale di terreno, volta a constatare e denunciare ogni abuso, invitando quindi lavoratori e lavoratrici a denunciare al sindacato ogni tipo di pressione ricevuta.

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