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L'OSPITE
09.06.2020 - 10:300

Bellinzona: “Fugare qualsiasi dubbio”!

Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco

Ci si ricorda ancora del massacrante chiasso mediatico per il “robottino della piscina” di Bissone? Il piatto era servito carico di prevaricazioni di sindaci autoritari o arroganti e d’inadempienze di municipali che mancavano di insorgere a fronte di evidenti omissioni. Dal discorso emergeva che per buona sorte alle nostre latitudini i controlli istituzionali previsti dalla Costituzione e dalla legislazione salvano dalla malagestione e dal malaffare: “Campa, cavallo …”!

Il Consiglio di Stato, sollecitato a esprimersi dopo la prima legislazione del nuovo Comune, ancora decide di non decidere nel merito di un’istanza che chiedeva, con giustificate motivazioni d’interesse pubblico, la destituzione immediata da ogni e qualsiasi carica del vice-sindaco.

Classica la formulazione di scarico: “Non sono dati i presupposti per un intervento quale Autorità di vigilanza in applicazione degli articoli …”. Insomma il Consiglio di Stato sostiene “insindacabilmente” che non sono emersi fatti nuovi, sorvolando e bellamente ignorando che l’ampliato comune di Bellinzona, finalmente è amministrato da altre persone che delle omissioni si sarebbero dovute accorgere!

Insomma l’autorità di vigilanza lascia ancora un “macigno tombale” a coprire un omertoso silenzio per fatti pregressi e per un’allegra amministrazione a tutti nota, concedendo che sotto un cono d’ombra la credibilità delle istituzioni di Bellinzona resti buia.

Col dispositivo decisionale il Consiglio di Stato, lasciando “allibiti e increduli”, ha però inserito una nota con la quale stavolta rimanda per un serio accertamento la palla al Comune: «Per gli organi comunali - onde fugare qualsiasi dubbio - potrebbe semmai essere utile un approfondimento giuridico conclusivo che si chini espressamente sulle odierne reali e concrete possibilità di chiamare ancora in causa per un risarcimento i privati a suo tempo coinvolti nella conformazione della discarica; ciò per gli oneri che il Comune - ovvero la collettività locale - ha dovuto e dovrà sostenere. L'approfondimento potrebbe portare gli elementi finali per definitivamente indirizzare o chiudere la questione. La valutazione se procedere in tal senso spetta però in definitiva agli organi comunali».

Capito il predicozzo? Bellinzona deve fugare i dubbi, ma aggiungo io, con serietà e da subito demandando “la questione” a specialisti d’oltralpe che si sperano estranei alle cose di casa nostra e non torcano il naso alla richiesta di sentire chi i fatti li hanno denunciati ben sapendo cosa accertare e non solo chi li ha vergognosamente insabbiati!

Subito, il cittadino è tornato alla carica chiedendo con una petizione “un approfondimento giuridico, onde fugare qualsiasi dubbio … rispettivamente fatti che potrebbero assumere anche rilevanza penale, mai segnalati da chi ne aveva il dovere e la competenza”. Insomma è ora e tempo che il Municipio dia seguito e finalmente ponga in essere una solida base, sgombrando i pesanti dubbi.

Si fiuta lontano un miglio, l’analogia con il risanamento del sito contaminato di Gnosca, che impegna l’ente pubblico per 25 di milioni di franchi. Con la convenzione sottoscritta ci si appella alla rifusione dei danni (bella questa!) da chi li ha causati, già ben sapendo che il soggetto non rifonderà niente, poiché irreperibile per decreto di fallimento.

Diversamente chi reperibile è, anche per non peregrine ipotesi di abuso d’ufficio, continua, imperterrito, a ricoprire importanti cariche istituzionali con il sostegno di una classe politica che copre con omertosi silenzi la precedente allegra amministrazione, mai perseguita da chi ha avuto la legittimazione per farlo. 2

E allora che approfondimento sia, beninteso limpido e imparziale senza impedire di sentire quei cittadini, finora inesauditi che, con una buona dose di coraggio civile, si sono sostituiti alle istituzioni e mai hanno smesso di insistere con cognizioni di causa, ben conoscendo le problematiche e quali siano gli atti e le decisioni da accettare.

Ne va della credibilità delle istituzioni della Città, dalle quali il cittadino pretende un’immacolata gestione.

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