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Chef Andrea Rossetti: la cucina come viaggio, tra stagioni, benessere e curiosità

Storia, territorio e prestigio: un’esperienza di benessere totale tra lusso, salute e piacere (quarta parte)
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Un viaggio gastronomico
Chef Andrea Rossetti: la cucina come viaggio, tra stagioni, benessere e curiosità

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Storia, territorio e prestigio: un’esperienza di benessere totale tra lusso, salute e piacere (quarta parte)

ABANO TERME - All’interno dell’Abano Grand Hotel, simbolo di eleganza, benessere e ospitalità termale nel cuore dei Colli Euganei, la cucina è parte integrante dell’esperienza di soggiorno. Al Ristorante Nàiade lo chef Andrea Rossetti firma una proposta gastronomica che dialoga con il ritmo lento della struttura, con il relax degli ospiti e con il valore del tempo condiviso.

Vocazione e indipendenza sono alla base del suo percorso. «Fin da subito ho deciso di fare il cuoco: mio fratello grande Alessandro faceva l’alberghiero e mi piaceva stare a casa a far da mangiare. Poi vedevo nel cuoco la possibilità di viaggiare e raggiungere fin da subito una certa indipendenza». Una scelta precoce, maturata osservando da vicino il mondo della ristorazione e immaginando la cucina come mestiere capace di aprire orizzonti.

Nel tempo, il suo modo di creare si è trasformato. Ricordi, tecnica e stagionalità convivono in fasi diverse della vita professionale. «Credo che ci siano delle fasi nella vita di un cuoco. All’inizio ci si ispira magari all’infanzia oppure ai ricordi, poi quando si comincia a padroneggiare il mestiere ci si affida sempre di più alla tecnica». Oggi, però, è la natura a dettare il ritmo: «I miei piatti nascono in corrispondenza di quello che la natura ci offre, non c’è uno schema fisso. I piatti vengono dettati dalle stagioni e dentro le stagioni ci sono delle micro-stagioni, prodotti che durano a volte meno di un mese».

Il tema dei riconoscimenti viene affrontato con grande lucidità. Responsabilità quotidiana è la vera misura del lavoro in cucina. «Attualmente il Nàiade non ha la stella Michelin e, per quello che ho visto nel mio trascorso, credo che a prescindere da qualsiasi riconoscimento sia una responsabilità quotidiana far star bene i nostri clienti». Un approccio che si sposa perfettamente con la filosofia dell’Abano Grand Hotel, dove il benessere dell’ospite è sempre al centro.

Nel suo pensiero, tradizione e innovazione non sono in contrasto, ma in dialogo continuo. «Senza innovazione non può esserci tradizione. Se pensiamo alla prima volta che è stata preparata una pasta al pomodoro, quel gesto è stato sicuramente innovativo, oggi è un piatto tradizionale». L’importante è non snaturare ciò che esiste: «La cosa fondamentale è non storpiare la tradizione, piuttosto percorrere strade diverse».

Tra gli insegnamenti più importanti, lo chef cita un errore che lo ha fatto crescere profondamente. Il cliente al centro è una regola imprescindibile. «Di errori ne ho fatti molti, forse quello che mi ha insegnato di più è fare un piatto pensando a me stesso e non al cliente. Noi siamo cuochi, quindi molte volte scendiamo in tecnicismi o gusti che probabilmente piacciono solo a noi. Bisogna sempre mettere davanti il cliente perché stiamo offrendo un servizio».

Grande attenzione viene riservata alla sostenibilità, considerata un valore non negoziabile. «Tantissimo. È fondamentale essere il più sostenibili possibili a partire dalle scelte delle materie prime». Rossetti fa esempi concreti: «Usare un pomodoro a dicembre è assurdo, così come usare solo il petto del pollo e buttare via il resto». La sostenibilità riguarda anche le persone: «Ma anche nelle risorse umane è importante rendere il lavoro sostenibile fisicamente e mentalmente per tutti».

In cucina non esistono ingredienti minori. Valorizzazione dell’“umile” è parte della sua visione. «Non ci sono ingredienti umili, ci sono ingredienti che devono essere lavorati con più passaggi per ottenere un risultato». Dalle croste di Parmigiano alle radici di soncino, fino a una riflessione più ampia: «Credo però che il pesce di fiume dovrebbe avere più spazio all’interno delle cucine».

Per gestire i ritmi intensi della brigata senza perdere lucidità, la parola chiave è organizzazione. «Io non sono sempre creativo. Ci sono momenti in cui il mio focus è preparare e organizzare». La creatività arriva quando serve: «Poi, quando devo fare un piatto, mi distacco completamente per dare spazio al cervello di pensare e fare qualcosa di nuovo. Una delle cose fondamentali è comunque essere sempre sul pezzo».

Ai giovani che sognano l’alta cucina, Andrea Rossetti consiglia esperienze diverse e consapevolezza. «Il consiglio che do a tutti i ragazzi è quello di fare più esperienze possibili in posti diversi tra loro». Non solo ristoranti gastronomici: «Una stagione in un villaggio turistico, magari lavorare in mensa, poi passare a un ristorante gastronomico. Solo così una persona trova la sua strada. Se il lavoro ti piace e torni a casa contento, la fatica passa in secondo piano».

Se dovesse riassumere la sua cucina in un’emozione, sceglierebbe la curiosità. «Perché credo che anche un riso in bianco, con creatività, tecnica e conoscenza, può diventare qualcosa di unico».

L’ingresso al Ristorante Nàiade ha significato confrontarsi con il contesto di un grande hotel termale. Identità personale e aspettative dell’ospite hanno trovato un equilibrio naturale. «Quando sono arrivato in hotel ci siamo calati in questa realtà e nelle aspettative della clientela». I piatti sono più immediati, ma autentici: «Abbiamo piatti di facile lettura, come lo spaghetto con le cicale di mare e il caviale, però non ho tradito la mia personalità». E aggiunge: «Non è una cucina internazionale, è una cucina che vuole incuriosire i nostri ospiti e far provare i nostri piatti. Per questo usiamo solo materie prime della zona».

Infine, alta cucina e benessere trovano un punto di contatto preciso. «Dico sempre che l’esperienza gastronomica finisce quando una persona si alza al mattino. Se una persona si alza leggera e sta bene, sicuramente vorrà tornare». In una struttura termale come l’Abano Grand Hotel, questo è fondamentale: «I nostri clienti vengono da noi per stare bene e fare un’esperienza a 360°, quindi una cucina che non appesantisce è fondamentale». E conclude: «Se i nostri clienti si alzassero al mattino appesantiti non riuscirebbero a godersi la giornata, e sarebbe una cosa negativa non solo per me, ma per tutti gli altri reparti dell’hotel».

San Valentino in maschera all’Abano Grand Hotel! Maschere preziose, musica dal vivo, complicità e il piacere delle acque termali: un invito a rallentare e rigenerarsi insieme. Il 14 febbraio, la tradizione del Carnevale veneziano si intreccia con la seduzione di San Valentino. Raffinate maschere veneziane e luci soffuse disegnano l’atmosfera sofisticata del James Bond Bar, tra signature cocktail, musica dal vivo, aperitivo e dopocena.Anche il seducente complicità, dove alta cucina e benessere si fondono in un’esperienza da ricordare.

La proposta gastronomica del Nàiade si inserisce armoniosamente nell’esperienza termale dell’hotel: una cucina che non appesantisce, che accompagna il ritmo lento della struttura e che completa una giornata dedicata al prendersi cura di sé. Come racconta lo chef, l’esperienza gastronomica non termina a fine cena, ma prosegue al risveglio, quando il corpo si sente leggero e pronto ad affrontare una nuova giornata di relax, trattamenti e passeggiate tra i viali storici di Abano Terme. L’eleganza dell’ospitalità veneta si riflette anche nei piatti: ingredienti stagionali, materie prime del territorio e una ricerca costante dell’equilibrio, pensata per incuriosire senza mai forzare. In questo contesto, la cucina diventa parte integrante del percorso di benessere, al pari delle acque termali e del silenzio ovattato che avvolge gli ambienti dell’hotel. L’Abano Grand Hotel è così il luogo ideale per trasformare una semplice gita culturale e gastronomica in un’esperienza completa, dove natura, cultura, gastronomia e benessere dialogano in modo fluido. E il Ristorante Nàiade ne rappresenta la naturale estensione serale: uno spazio in cui il tempo rallenta ulteriormente, la convivialità si fa complice e la cucina di Andrea Rossetti accompagna gli ospiti verso una rigenerazione che continua, silenziosa, anche oltre la tavola.

Gli articoli precedenti di questo reportage sono stati pubblicati il 29 novembre, 14 dicembre 2025 e 3 gennaio 2026.

Il nostro viaggio, ad Abano e la sua regione, prosegue con un tuffo nel mondo della cura e medicina termale. Seguitemi!

Testo a cura di Riccardo Rossetti


Questo articolo è stato realizzato da Progetti Rossetti, non fa parte del contenuto redazionale.

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