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Contante in Svizzera: meno usato alla cassa, centrale nel voto (e nel dibattito)

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Contante in Svizzera: meno usato alla cassa, centrale nel voto (e nel dibattito)

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In Svizzera il contante si usa meno di prima, ma non è affatto fuori gioco. La BNS fotografa un cambio di abitudini netto: dal 70% circa di pagamenti in contanti nel 2017 si scende a ~30% nel 2024; tra i 15–34enni la quota scivola sotto il 20%. La spinta arriva da carte e pagamenti digitali, ormai ubiqui nella vita quotidiana. (snb.ch)

Eppure l’attaccamento al contante resta forte. La stessa BNS segnala che una larga maggioranza desidera che monete e banconote rimangano disponibili; anche quando non le usa, una parte significativa della popolazione vuole l’opzione “cash” per resilienza, inclusione e libertà di scelta. (snb.ch)

L’appuntamento alle urne: iniziativa e controprogetto

L’8 marzo 2026 si voterà su due testi:

    • l’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)»;
    • il controprogetto diretto del Consiglio federale e del Parlamento, che propone di inserire in Costituzione che la valuta svizzera è il franco e che la BNS      garantisce l’approvvigionamento in numerario. In caso di doppio «sì», si applica la classica domanda sussidiaria prevista dall’art. 139b della Costituzione. (Ufficio Federale della Sanità)

L’intento politico è simile (tutelare il contante), ma l’approccio differisce: l’iniziativa vuole garanzie più prescrittive—ad es. “quantità adeguata” e voto obbligatorio per ogni ipotesi di sostituzione del franco—mentre il controprogetto costituzionalizza i principi, lasciando alla BNS la responsabilità di assicurare il numerario, senza fissare quantitativi. (babs.admin.ch)

Pro e contro in parole semplici

    • Perché difendere il contante? Resilienza in caso di blackout o attacchi informatici; inclusione (anziani, persone non bancarizzate); libertà da tracciamenti per i piccoli pagamenti.
    • Perché non irrigidirsi troppo? Evitare norme che ostacolino l’innovazione o creino costi logistici eccessivi a carico di banche ed esercenti; favorire un equilibrio tra contante e digitale. (efv.admin.ch)

Cosa cambia davvero per chi vive e paga ogni giorno

Nell’immediato nulla: si continua a pagare come oggi, con un mix di carte, app e cash. La differenza è istituzionale: il voto decide come ancorare il contante in Costituzione e chi ne garantisce l’accesso (la BNS secondo il controprogetto). Qualunque sia l’esito, l’obiettivo dichiarato è preservare la scelta del consumatore, mentre l’uso del contante continuerà a seguire le preferenze e la praticità quotidiana. (fedlex.admin.ch)

Box pratico (per famiglie, frontalieri ed esercenti)

    • Famiglie: mantenere un portafoglio ibrido (cash + digitale) conviene: il contante resta utile in emergenza e per gestire micro-budget.
    • Frontalieri: pagamenti in EUR? Rifiuta la DCC ai POS/ATM in UE e usa la valuta locale; per lo stipendio in Fr., valuta soluzioni che riducano gli spread sul cambio.
    • Esercenti: monitorare costi logistici e domanda effettiva; segmentare i canali di incasso (contante/digitale) resta la via più resiliente.

Conclusione

Che vinca l’iniziativa o il controprogetto, il contante resta. Ma i costi di pagamento e—per i frontalieri—gli spread di cambio continueranno a incidere sul bilancio familiare. Se vuoi trasformare l’analisi qui sopra in risparmio concreto, scegli un metodo di cambio semplice: incasso in Fr. su IBAN CH, conversione trasparente e accredito in EUR sul conto italiano con spread competitivo. Scopri come farlo e approfitta delle promo attive su CambiaValute.ch: https://cambiavalute.ch/servizi/conto-chf-gratis-iban-ch/

Link utili:

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Fonti ufficiali (link)


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