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CU 2026 e frontalieri: scadenze, telelavoro e “45 giorni” senza rientro

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CU 2026 e frontalieri: scadenze, telelavoro e “45 giorni” senza rientro

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Il calendario della Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) entra nel vivo: la CU va consegnata ai percipienti entro metà marzo e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate secondo le scadenze previste.

Per i lettori di “Valute e frontiere” il tema interessa soprattutto quando, oltre al lavoro in Svizzera, si hanno redditi certificati in Italia (ad esempio da un datore di lavoro italiano, un ente pensionistico, collaborazioni o altri compensi). In molti casi, infatti, chi lavora per un datore svizzero non riceve una CU italiana, ma la documentazione salariale svizzera da usare poi in dichiarazione.

Le scadenze da segnare

La regola generale è che la CU “sintetica” va consegnata al percipiente entro il 16 marzo 2026 (redditi 2025).

È bene controllare i dati appena ricevuta: eventuali errori (anagrafica, importi, periodi, ritenute) vanno segnalati subito a chi la emette, per la correzione.

Telelavoro: confermata la soglia del 25% (con regole durature)

Sul fronte frontalieri, l’aggiornamento più rilevante riguarda il telelavoro. Il Protocollo di modifica tra Italia e Svizzera stabilisce che il lavoratore frontaliere può svolgere fino al 25% dell’attività in telelavoro dal domicilio nello Stato di residenza senza che ciò comporti modifiche dello status di frontaliere (la norma vale anche per chi è nel regime transitorio).

Attenzione: la “salvaguardia” vale entro quel limite. Se lo si supera, non opera più la protezione prevista dal Protocollo e possono aprirsi scenari fiscali diversi a seconda dei casi concreti.

Timeline utile

    • Nel frattempo, una misura “ponte” già consentiva il 25% di telelavoro dal 1° gennaio 2024 fino all’entrata in vigore del Protocollo, senza perdita dello status.
    • Le disposizioni del Protocollo si applicano dal 1° gennaio 2024.
    • L’entrata in vigore “formale” del Protocollo è stata comunicata come 9 febbraio 2026

Rientro quotidiano: fino a 45 giorni l’anno senza “saltare” lo status

Il Protocollo introduce anche una tolleranza chiara: per motivi professionali è consentito non rientrare quotidianamente al domicilio nello Stato di residenza per un massimo di 45 giorni in un anno civile. Ferie e malattia non entrano in questo conteggio.

Franchigia: il riferimento corretto è la Legge 83/2023

Per chi è tenuto a dichiarare in Italia i redditi da lavoro frontaliero secondo le regole attuali, resta centrale la franchigia: la Legge 83/2023 fissa in 10’000 euro il limite previsto dalla normativa italiana richiamata dalla stessa legge.

Cosa fare, in pratica

    • Se ricevi una CU italiana: verifica subito dati anagrafici, importi e periodi; in caso di incongruenze chiedi una rettifica.
    • Se lavori per un datore svizzero e non ricevi CU: conserva certificato di salario e documenti sull’imposta alla fonte; sono quelli che normalmente servono al consulente per la dichiarazione in Italia, quando dovuta.
    • Telelavoro e trasferte: tieni un tracciamento semplice ma rigoroso dei giorni di telelavoro e dei giorni senza rientro (utile sia per chiarimenti con datore di lavoro sia in caso di controlli).

Un’ultima nota pratica per molti frontalieri: quando si compila la documentazione fiscale italiana, contano anche i tassi di cambio e le modalità di conversione degli importi. Chi cambia regolarmente CHF in EUR può beneficiare di un monitoraggio puntuale dei costi di conversione e delle condizioni applicate (tema che incide sul netto disponibile mese per mese).

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