Svizzera, mercato del lavoro: un quadro complesso tra segnali contrastanti e problemi tecnici

L'immagine che emerge dal rapporto mensile della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) è quella di un mercato del lavoro in una fase di transizione, dove i numeri raccontano due storie diverse a seconda di come li si guardi. Da un lato, i dati grezzi mostrano un aumento della disoccupazione, influenzato dai tipici cali stagionali di gennaio. Dall'altro, quando si rimuove questo effto stagionale, appare una sottostante tendenza al lieve miglioramento. Ma il quadro reale è più sfumato e si svela guardando ai settori, alle regioni e alle difficoltà tecniche che stanno rallentando il pagamento delle indennità.
Due facce della stessa medaglia: l'aumento grezzo e il calo destagionalizzato
A gennaio 2026, la Svizzera ha registrato 152.280 persone disoccupate, 5.005 in più rispetto a dicembre (+3.4%). Il tasso di disoccupazione è quindi salito al 3.2%. Se confrontiamo con gennaio dell'anno scorso, l'aumento è ancora più marcato: +16.507 persone (+12.2%). Questi numeri, però, risentono molto dei tipici licenziamenti post-natalizi e delle fine di contratti a termine.
Ecco perché gli economisti guardano con attenzione ai dati "destagionalizzati", che depurano queste fluttuazioni prevedibili. Ed è qui che la prospettiva cambia: senza l'influenza stagionale, il numero dei disoccupati scende a 138.451, con una diminuzione di 1.355 unità (-1.0%) rispetto al mese prima. Il tasso corrispondente scende al 2.9%. Questo suggerisce che, al netto dei normali cicli, la domanda di lavoro potrebbe essere più robusta di quanto non appaia.
CambiaValute.chUna geografia delle difficoltà: i cantoni e i settori più colpiti
L'aumento non colpisce tutti allo stesso modo. La mappa della disoccupazione svizzera è molto variegata:
- Cantoni più in difficoltà: Ginevra (con un tasso del 5.4%), Neuchâtel (4.8%) e Vaud (4.5%) guidano la classifica negativa.
- Cantoni più resilienti: all'estremo opposto, troviamo Svitto e Uri (entrambi all'1.3%) e Obvaldo (1.4%).
Anche l'analisi settoriale rivela chi sta soffrendo di più. I licenziamenti si concentrano nel settore edile (tasso al 5.6%) e in quello di "alberghi e ristoranti" (5.5%), indicando una certa pressione in questi comparti. Per contro, settori come le attività finanziarie e assicurative (1.2%) e la sanità (1.7%) mostrano una stabilità molto maggiore.
Il Ticino
A gennaio, il tasso di disoccupazione nel Cantone si è attestato al 3.3% (5.525 unità), un valore di poco superiore alla media nazionale del 3.2%. Questo dato colloca il Ticino al di fuori delle situazioni di maggiore criticità riscontrate nei Cantoni della Svizzera romanda, ma anche lontano dai tassi eccezionalmente bassi di alcune regioni della Svizzera centrale.
Il trend su base annua mostra un incremento significativo, rispecchiando il fenomeno nazionale: rispetto a gennaio 2025, i disoccupati in Ticino sono aumentati dello 0,1% rispetto al mese precedente. Anche in questo caso, la dinamica stagionale ha giocato un ruolo, con il consueto picco post-natalizio che ha contribuito all'aumento mensile.
CambiaValute.chDinamiche in movimento: chi perde e chi torna al lavoro
Il mercato è in movimento. A gennaio, 27.268 persone sono entrate nello stato di disoccupazione. Purtroppo, coloro che sono riusciti a trovare un lavoro sono stati meno: 22.263. Questo saldo negativo di circa 5.000 persone è il motore dell'aumento mensile.
Tuttavia, c'è un segnale positivo da non sottovalutare: il numero di disoccupati di lunga durata (persone in cerca di lavoro da oltre 12 mesi) è diminuito di 447 unità, scendendo a 25.647. Questo significa che, nonostante le difficoltà, una parte di chi era fuori dal mercato da più tempo sta lentamente riuscendo a reinserirsi.
Il nodo tecnologico: i ritardi nei pagamenti con il nuovo sistema SIPAD 2.0
Accanto alle statistiche, una questione pratica sta preoccupando migliaia di persone. L'introduzione del nuovo sistema di pagamento delle indennità, SIPAD 2.0, attivo dal 6 gennaio, è stata tormentata da problemi tecnici. La SECO ammette che, nonostante i progressi delle ultime settimane, il sistema "non ha ancora raggiunto il livello desiderato".
Le conseguenze sono concrete: al 31 gennaio, è stato possibile pagare solo circa l'85% delle indennità previste per il mese, creando inevitabili arretrati, soprattutto per chi si è appena registrato come disoccupato. Le casse sono al lavoro per smaltire il ritardo e la SECO promette di fare di tutto per "stabilizzare la situazione il più rapidamente possibile". Per molti, tuttavia, si tratta di un'incertezza in più in un momento già delicato.
Resilienza, ma con zone d'ombra
In conclusione, il mercato del lavoro svizzero mostra una notevole resilienza di fondo, come testimoniato dal lieve miglioramento nei dati destagionalizzati. Tuttavia, questa stabilità non è uniforme: settori specifici e alcune regioni stanno affrontando pressioni significative. La sfida per i prossimi mesi sarà duplice: sostenere la transizione nei comparti più fragili e, nel frattempo, risolvere rapidamente i problemi tecnici che stanno rallentando un supporto fondamentale come l'indennità di disoccupazione.
Link utili:
Sito Web: https://cambiavalute.ch
Fonti:
SECO – “La situazione sul mercato del lavoro nel mese di gennaio 2026” (comunicato – IT)
https://www.news.admin.ch/it/newnsb/IE-cnnqn1RBbUQh_w1uQ0
SECO – “La situazione sul mercato del lavoro gennaio 2026” (PDF – IT)
https://www.seco.admin.ch/dam/seco/it/dokumente/Publikationen_Dienstleistungen/Publikationen_Formulare/Arbeit/Arbeitslosenversicherung/Die%20Lage%20auf%20dem%20Arbeitsmarkt/arbeitsmarkt_2026/2026-01_Die_Lage_auf_dem_Arbeitsmarkt_IT.pdf.download.pdf/2026-01_Die_Lage_auf_dem_Arbeitsmarkt_IT.pdf
EFD / Confederazione – Nuovo sistema di pagamento delle casse di disoccupazione (SIPAD 2.0) – IT
https://www.efd.admin.ch/it/newnsb/UZQ86z14TLR9x_IhPfKaz
SECO – Pagina “Dati sulla disoccupazione” (calendario e archivio)
https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitslosenversicherung/arbeitslosenzahlen.html









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