Cambio Euro-Franco: un 2025 dominato dall’avversione al rischio

Dall’inizio del 2025 a oggi il cambio tra Euro e Franco svizzero (Eur/Chf) ha mostrato un andamento complessivamente discendente, confermando il ruolo del Franco come valuta rifugio in una fase, come quella registrata negli ultimi mesi, di incertezza macroeconomica e geopolitica. Nel dettaglio, da inizio anno al 29 dicembre il cross ha perso l’1,06%. Un movimento che, pur non essendo lineare, racconta molto delle dinamiche che hanno caratterizzato l’anno: divergenze di politica monetaria, rinnovate tensioni sul fronte commerciale globale e un sentiment di mercato spesso orientato alla prudenza.
Un percorso irregolare tra massimi e minimi
Nel 2025 l'Eur/Chf non è, come detto, linearmente scivolamento verso il basso. Dopo un avvio d’anno relativamente stabile, il cross ha imboccato una fase di rafforzamento dell’Euro che lo ha portato a segnare un massimo annuale a 0,9662 il 14 marzo, periodo in cui i mercati sembravano scommettere su una maggiore tenuta dell’economia dell’Eurozona e su un possibile allentamento delle pressioni inflazionistiche, fattori che avevano temporaneamente ridotto l’appeal del Franco. La dinamica si è però progressivamente invertita nei mesi successivi: l’Eur/Chf ha iniziato a perdere terreno in modo più deciso, fino a toccare un minimo di 0,9179 l’11 novembre. Da quel punto si è poi assistito a un parziale recupero, insufficiente però a compensare la debolezza accumulata nel corso dell’anno. Il saldo resta quindi negativo e conferma una tendenza di fondo favorevole alla valuta elvetica.
Il cross Eur/Chf - Grafico tecnico su base giornaliera
CambiaValute.chIl ruolo della Bns: equilibrio delicato
Un fattore chiave nell’evoluzione del cambio è stato l’orientamento della Banca Nazionale Svizzera (Bns). Nel corso del 2025 l’istituto centrale ha continuato a muoversi su un terreno complesso, cercando di bilanciare la necessità di contrastare pressioni inflazionistiche importate con il rischio di un eccessivo rafforzamento del Franco. E le decisioni sui tassi sono state lette dai mercati come un segnale di prudenza: da un lato la Bns ha evitato mosse aggressive che potessero destabilizzare l’economia interna, dall’altro non ha dato indicazioni tali da scoraggiare in modo deciso gli afflussi verso la divisa elvetica. Questo atteggiamento ha contribuito a mantenere il Franco strutturalmente forte. Ogni fase di incertezza sui mercati internazionali ha però riacceso la domanda di asset considerati sicuri, e il Franco ha continuato a beneficiarne, soprattutto nei confronti di un Euro più esposto alle fragilità congiunturali e alle divisioni tra i diversi Paesi dell’area.
Dazi Usa e clima globale di incertezza
A rafforzare ulteriormente il Franco è intervenuto anche il contesto internazionale, segnato dal ritorno dei dazi statunitensi come strumento di politica economica. E le misure protezionistiche annunciate o implementate dagli Stati Uniti hanno alimentato timori di un rallentamento del commercio globale e di nuove frizioni tra le principali economie. In questo scenario, gli investitori hanno mostrato una crescente avversione al rischio, riducendo l’esposizione verso le valute percepite come più cicliche, tra cui l’Euro.
Le tensioni commerciali hanno quindi avuto un impatto indiretto ma significativo sull’Eur/Chf: ogni escalation sul fronte dei dazi ha coinciso con fasi di rafforzamento del Franco, mentre i momenti di distensione hanno offerto solo brevi parentesi di respiro alla moneta unica, senza riuscire a invertire il trend di medio periodo.
Prospettive e nodi ancora aperti
Da un lato, le prossime decisioni della BNS sui tassi continueranno a essere determinanti per orientare le aspettative del mercato. Dall’altro, l’evoluzione delle politiche commerciali statunitensi e il loro impatto sull’economia globale rappresentano ancora una variabile cruciale.
Per ora, il bilancio del 2025 parla chiaro: nonostante fasi di volatilità e un massimo primaverile significativo, l’euro ha perso terreno contro il Franco svizzero. Un risultato che riflette la combinazione di prudenza monetaria elvetica, incertezze geopolitiche e fragilità strutturali dell’Eurozona. E in assenza di segnali forti di discontinuità, il Franco sembra destinato a restare un punto di riferimento per chi cerca stabilità in un contesto ancora segnato da rischi elevati.
Conclusione
Il 2025 ha confermato il franco come rifugio: picco dell’EUR/CHF a metà marzo, poi progressivo indebolimento dell’euro fino ai minimi di novembre e solo un recupero parziale sul finale d’anno. Per chi lavora in Svizzera e spende in euro, la differenza la fanno tempistiche di conversione, spread applicato e numero di operazioni: pochi decimali, ripetuti ogni mese, incidono davvero sul reddito disponibile.
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Fonti ufficiali:
- BNS – Monetary policy assessment (11.12.2025): decisione su tassi e commento su condizioni monetarie
https://www.snb.ch/it/snb-newsroom/monetary-policy/monetary-policy-assessment - BNS – Tasso guida e strumenti di politica monetaria
https://www.snb.ch/it/monetary-policy/snb-policy-rate - BNS – Serie storiche cambi (Data Portal, CHF/EUR)
https://data.snb.ch/it/topics/ziredev/cube/devkum - ECB – Euro Reference Exchange Rate (CHF)
https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/euro_reference_exchange_rates/html/eurofxref-graph-chf.en.html - News admin.ch (Segreteria di Stato/Consiglio federale) – comunicati economico-finanziari di riferimento:
https://www.news.admin.ch/ - BIS – Central Bank Policy Rates (confronto internazionale tassi ufficiali)
https://www.bis.org/statistics/cbpol.htm
Nota di responsabilità
Questo contenuto ha finalità informative. Dati e link rimandano a fonti ufficiali (BNS/ECB, portali federali); l’andamento dei cambi può variare rapidamente e i valori storici non garantiscono risultati futuri. Non costituisce consulenza finanziaria o d’investimento. Valuta sempre la tua situazione personale e confronta le condizioni effettive del tuo intermediario.







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