Al Plan ₿ Forum di Lugano, è «scontro» sul futuro di Bitcoin

Sul palco principale della quarta edizione della conferenza, quattro figure di primo piano dell’ecosistema Bitcoin si sono confrontate senza sconti su questioni tecniche cruciali come relay policy, dati arbitrari nella blockchain e governance dello sviluppo.
Sul palco principale della quarta edizione della conferenza, quattro figure di primo piano dell’ecosistema Bitcoin si sono confrontate senza sconti su questioni tecniche cruciali come relay policy, dati arbitrari nella blockchain e governance dello sviluppo.
Ci sono panel che si ascoltano, e altri che si vivono. "The Future of Bitcoin Implementations", andato in scena sul WAGMI Stage nella prima giornata del Plan ₿ Forum dello scorso anno - la quarta edizione della conferenza di riferimento in Europa per Bitcoin e le tecnologie decentralizzate, ospitata come sempre dal complesso del Palazzo dei Congressi di Lugano -, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A moderare questa speciale "tavola rotonda" è stato il noto podcaster australiano Stephan Livera; insieme a lui, sul palco principale della rassegna, c'erano quattro figure di primissimo piano: Jameson Lopp, co-fondatore e Chief Security Officer di Casa; Peter Todd, sviluppatore e creatore di OpenTimestamps e Libre Relay; Bitcoin Mechanic, Chief Boiling Officer di OCEAN Mining; e Luke Dashjr, CTO della stessa OCEAN. Il tono, sin dalle prime battute, non ha lasciato spazio all'ambiguità.
Consensus e relay policy: regole diverse, peso diverso
Il primo grande tema ha riguardato una distinzione tecnica cruciale. In Bitcoin esistono due livelli di regole: quelle di consenso, che tutti i nodi della rete devono rispettare perché il sistema funzioni, e la relay policy, ovvero le regole con cui ogni singolo nodo decide quali transazioni inoltrare agli altri prima che vengano incluse in un blocco. La discussione ha mostrato come il confine tra questi due piani sia diventato un terreno di confronto, per non dire di scontro. Chi ritiene che la relay policy debba tendere alla massima apertura - limitandosi a rispecchiare ciò che i miner includono nei blocchi - si è opposto frontalmente a chi la considera una prima linea di difesa per filtrare transazioni indesiderate e scoraggiare usi impropri della rete.
Bitcoin come archivio: rischio reale o falso problema?
Il dibattito si è poi spostato sulla possibilità di inserire dati arbitrari - immagini, contenuti e file di ogni tipo - nella blockchain di Bitcoin. Un tema, questo, che stimola questioni tecniche, legali e persino morali. Da una parte, è allora emersa la posizione di chi sostiene che questa possibilità esiste già da oltre un decennio e che nessun filtro tecnico potrà mai eliminarla del tutto. Dall'altra, c’è però chi ritiene che il software non debba facilitare attivamente questo tipo di utilizzo, perché trasformare i nodi in archivi di dati non transattivi mina la percezione di Bitcoin come rete monetaria neutrale e potrebbe esporre chi gestisce un nodo a responsabilità legali ancora da chiarire. Il parallelo con quanto accaduto su chain derivate da Bitcoin (in cui l'ampliamento dello spazio disponibile ha attirato contenuti “problematici”) è stato evocato, manco a dirlo, come un precedente da non sottovalutare.
Come gestire lo sviluppo del software Bitcoin
Nella parte finale, poi, il dibattito ha toccato la governance dello sviluppo, cioè le dinamiche decisionali dietro l'evoluzione del software su cui si basa la rete. È emersa, pur da posizioni molto diverse, la consapevolezza che il peso storico di un’unica implementazione dominante - quindi di un solo software utilizzato dalla stragrande maggioranza dei nodi - sia diventato un tema politico e tecnico non più aggirabile. Su tutto il resto, però, le visioni erano chiaramente divergenti: dal ruolo che Bitcoin Core, il software di riferimento storico della rete, da cui derivano quasi tutte le altre versioni, dovrebbe avere nel futuro, alla possibilità concreta di costruire alternative compatibili senza introdurre nuovi rischi.
Un panel, insomma, che non ha prodotto sintesi né compromessi, ma che ha reso visibili piccole, vitali fratture che attraversano la comunità su temi tutt'altro che marginali.
Per coglierne il tono, le sfumature e il peso dei singoli interventi, vale la pena, quindi, guardarlo integralmente.
Il Plan ₿ Forum tornerà a Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026. Scopri di più e vivi nuovi panel come questo.
Vuoi assistere al confronto completo? La registrazione integrale è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli speech della quarta edizione.







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