Secondo round per Cypher Tank: online il nuovo episodio della sfida tra startup Bitcoin

Prestiti garantiti da Bitcoin, derivati per stabilizzare i miner e un exchange decentralizzato su Lightning: 3 progetti valutati da vari esperti, tra i quali anche Max Kei, Oleg Mikhalsky e Jack Lee. La competizione, in una web series inedita che sta generando centinaia di migliaia di views, ora si fa sempre più avvincente.
Il secondo episodio di Cypher Tank, la web series prodotta a Lugano che mette in competizione startup Bitcoin per un montepremi di 850'000 dollari, è stato pubblicato sabato scorso su Rumble e proiettato lunedì sera al PoW.space durante il tradizionale Satoshi Spritz. Ancora una volta, alla conduzione c’era Walker America, che ha introdotto tre inediti concorrenti e accolto alcuni nuovi giudici, accanto a Francis Pouliot, Mike Jarmuz, Brad Mills e Willy Woo, che erano già presenti nel primo episodio.
Tre nuovi "Honey Badger" in giuria
Al fianco dei già citati Honey Badger, a valutare i progetti di questa puntata sono stati chiamati altri tre esperti del settore Bitcoin. Tra i giudici all’esordio c’era Max Keidun (più noto come Max Kei), CEO di Debifi e co-fondatore di Baltic Honeybadger: la conferenza Bitcoin, organizzata sin dal 2017, "più OG” (Original Gangster, cioè autentica) al mondo, che si tiene ogni anno a Riga, in Lettonia. Keidun vanta molti anni di esperienza nel Bitcoin-backed lending non-custodiale, avendo lavorato anche per HodlHodl.
Nel secondo episodio, poi, spazio anche a Oleg Mikhalsky, partner di Fulgur Ventures, fondo di venture capital specializzato in investimenti early-stage su Bitcoin e Lightning Network, con un portfolio di oltre 20 startup nel settore.
Infine era presente Jack Lee, founding managing partner di HCM Capital, con un passato in Foxconn e JP Morgan, oggi focalizzato sull'adozione di Bitcoin nella regione Asia-Pacifico.
Fusione tra Bitcoin e prestiti tradizionali
Il primo progetto presentato è stato “Pyrus Financial” di Arben Gutierrez-Bujari, un imprenditore della Silicon Valley che ha proposto la "Bitcoin Fusion": in breve, l'idea di fondere l’invenzione di Satoshi con il consumer lending tradizionale americano, quindi con i prestiti al consumo più diffusi. Due, infatti, sono i prodotti principali proposti: mutui con "zero dollari di anticipo", grazie ai quali le persone depositano Bitcoin come garanzia al posto dell'acconto in contanti richiesto dalle banche (tipicamente il 10-20% del valore dell'immobile), e prestiti auto a "interesse netto zero", attraverso cui piccoli acquisti mensili di Bitcoin (30 dollari circa), effettuati insieme alla rata del prestito, annullano nel tempo gli interessi pagati. «Nell'ultimo decennio, il peggior rendimento di Bitcoin su una finestra di quattro anni è stato del +121%», ha spiegato Gutierrez-Bujari per giustificare la strategia. Il founder ha ammesso candidamente di non avere ancora clienti attivi e che questo era il suo secondo tentativo dopo un round di finanziamento fallito a marzo 2025.
Derivati per stabilizzare i miner
Matteo Spinoza, il secondo startupper in gara, ha presentato Doefin, una piattaforma peer-to-peer per strumenti finanziari derivati legati all'hashrate (la potenza computazionale della rete Bitcoin). Il founder del progetto, che ha alle spalle 20 anni di esperienza in banche d'investimento come JP Morgan, Bank of America Merrill Lynch e Nomura, ha individuato un problema concreto: «Nell'ultimo anno, il prezzo di Bitcoin è aumentato del 60%, ma l'hash price - i ricavi per unità di potenza di calcolo utilizzata per minare - sono cresciuti solo del 4%». La volatilità dei ricavi dei miner, ha spiegato Spinoza, è doppia rispetto al petrolio e quattro volte superiore a quella dello S&P500 e dell'oro. Questo - a suo giudizio - rende complessa la valutazione e il finanziamento delle aziende che fanno mining. Doefin, a partire da questo presupposto, offre opzioni “call e put” (strumenti che danno il diritto di comprare o vendere protezione) sulla difficoltà in questione: i miner, in pratica, possono proteggersi dall'aumento della difficoltà di mining pagando un premio, mentre gli investitori in Bitcoin possono generare rendimenti vendendo protezione ai miner. La piattaforma ha già realizzato un primo test trade a marzo 2025 tra i miner canadesi Pow.re e la società tecnologica Luxor, e cinque miner sono già pronti a operare al lancio della versione scalabile. Spinoza punta a raccogliere 2 milioni di dollari e fa leva su un business model che si basa su commissioni sulle transazioni.
Il vincitore dell'hackathon Plan ₿ Network
L'ultima presentazione di questa puntata è stata quella di Walter Maffione, italiano di Torino, fondatore di Kaleidoswap. Il progetto punta a diventare il primo exchange decentralizzato (DEX) nativo su Lightning Network per scambiare asset digitali creati tramite RGB (un protocollo che permette di emettere token e stablecoin direttamente su blockchain di Bitcoin). L'obiettivo è creare il DEX di riferimento per la DeFi su Bitcoin, in sostanza. La piattaforma permette di scambiare Bitcoin e stablecoin (come USD₮) direttamente su Lightning Network e in modo istantaneo, privato e senza custodia. Il team di Kaleidoswap ha già realizzato il primo atomic swap su Lightning mainnet e, grazie al progetto “Rate”, è stato tra i vincitori dell'hackathon organizzato da Plan ₿ Network a Lugano ad agosto 2025. Un mese dopo ha quindi ricevuto un finanziamento pre-seed da Bitfinex Ventures e Fulgur Ventures. Maffione è stato l'unico concorrente a completare la sua presentazione prima del tempo limite, lasciando più spazio alle domande dei giudici. Il secondo round, insomma, sembra davvero alzare la posta: presentazioni più tecniche, giudici ancora più esigenti e un concorrente che riesce nell'impresa di lasciare i giudici senza parole (in positivo).
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