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LUGANOated Digital Eat, quando l’esperienza gastronomica diventa immersiva

29.03.24 - 08:31
A colloquio con Andrea Muggiano, Gerente ed Executive Chef del Ristorante Moncucchetto, ma anche ideatore di un progetto unico in Ticino. 
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Andrea Muggiano
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ated Digital Eat, quando l’esperienza gastronomica diventa immersiva

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A colloquio con Andrea Muggiano, Gerente ed Executive Chef del Ristorante Moncucchetto, ma anche ideatore di un progetto unico in Ticino. 
L’Immersive Food Experience è una soluzione coinvolgente e inedita per il nostro territorio, che sarà presentata all’ated Digital Eat il prossimo 11 aprile. 

Lo Chef Andrea Muggiano, classe 1978, sardo di origine, ma da oltre 20 anni ticinese d’adozione, mi accoglie al Ristorante il Moncucchetto a metà mattina. Con la sua brigata sta iniziando a impostare il lavoro della giornata e fra una divagazione geografica e un accenno agli studi, inizialmente classici e molto lontani dal mondo della ristorazione, si illumina di entusiasmo più volte nel raccontare la visione alla base del suo progetto, dal titolo: Immersive Food Experience. Si tratta di un approccio radicalmente nuovo e innovativo nel mondo food, che intende trasformare l’esperienza gastronomica, facendola evolvere digitalmente.

Una soluzione che sarà ufficialmente presentata nel corso della prima ated Digital Eat in programma per il prossimo 11 aprile a Lugano (info qui per partecipare), un nuovissimo format di evento, fortemente voluto e promosso da ated che ha l’ambizione di esplorare nuove vie, coinvolgendo tutti i sensi attraverso il potenziale illimitato che sorge quando si fondono il digitale e il cibo.

Racconta Muggiano: «L’idea di dare vita a una soluzione, che coniugasse l'esperienza gastronomica con l'esplorazione digitale di nuove dimensioni sensoriali applicate al food, risale a qualche anno fa. Durante il CAS della SUPSI in Food & Wine Business Management che ho frequentato, mi sono dedicato a sviluppare i primi ragionamenti e a ideare il concetto di Immersive Food Experience per il progetto finale del corso. Poi è arrivata la pandemia che ha interrotto la “messa a terra” della soluzione che avevo in mente. Però, ho continuato a far evolvere l’idea, soprattutto alla luce delle nuove trasformazioni tecnologiche, cercando di capire se esperienze simili nascessero in altri contesti e come si sarebbero potute applicare le mie intuizioni all’esperienza gastronomica».

In cosa consiste oggi l’Immersive Food Experience che hai progettato?
«Attraverso il videomappingsto che il cibo sia un'essenza culturale e tradizionale che con passione, si tramanda attraverso le generazioni. Un’ esperienza per chi cucina e per chi si accomoda ai nostri tavoli per compiere un viaggio di gusto e saperi. Nel mio caso, ho un debito di riconoscenza per la componente femminile della mia famiglia. Dalla nonna, alla mamma, che per prima mi ha indirizzato verso il percorso della ristorazione professionale, alle mie zie con cui ho condiviso preziosi momenti di condivisione in cucina e dell’ottimo cibo fin da ragazzo. Ma oggi, pur mantenendo saldo il legame con la tradizione, consapevole del fatto che senza di essa non ci possa essere innovazione, riconosco il valore aggiunto dell’innovazione e della tecnologia nel portare avanti la mia ricerca nell’offerta gastronomica. Quel che mi sta molto a cuore è rendere consapevoli gli ospiti dell’origine territoriale, dei processi e dei percorsi che stanno alla base della creazione e dell’assaggio di un prodotto alimentare. Infatti, la tecnologia ci consente di raccontare attraverso un’esperienza immersiva e interattiva molti aspetti. Ad esempio, la storia delle materie prime che abbiamo utilizzato, ma anche la passione dei produttori e l’unicità del territorio in cui operano. L’Immersive Food Experience rende questa narrazione emozionante, coinvolgente e unica. Attraverso il videomapping proiettato su un tavolo del ristorante e progettato da Andrea Bisconti, la cena, l’evento o la degustazione si trasforma digitalmente in un’esperienza di divulgazione culturale gastronomica e multisensoriale».

In particolare, gli ospiti che parteciperanno alla prima ated Digital Eat cosa potranno osservare e capire del progetto?
«Agli ospiti della serata mostreremo un tavolo opportunamente allestito per avere un assaggio dell’esperienza immersiva che abbiamo sviluppato. Nel corso dell’evento, introdotto da Luca Mauriello, neo Presidente di ated, con l’aiuto di Andrea Bisconti, Motion Designer e titolare dello studio Immersive Media, racconteremo quali opportunità si possono sviluppare intorno alla nostra soluzione. La demo consiste in una proiezione di uno spettacolo multisensoriale, così da arricchire l'esperienza culinaria con la visione di colori, forme, filmati e storie coinvolgenti. Nell'occasione, spiegheremo ai partecipanti come può modificarsi il concetto stesso di cena o di evento, verso un livello completamente nuovo e assolutamente inedito per la ristorazione locale. Attraverso la narrazione coinvolgente delle materie prime locali e della passione dei produttori, possiamo trasmettere ai nostri ospiti, con uno strumento potente, non solo il gusto del cibo, ma anche l'anima e l'identità della nostra regione per la promozione delle eccellenze del territorio ticinese».

Nel concludere la chiacchierata con Andrea Muggiano, traspaiono molto chiari alcuni elementi, che accendono ed entusiasmano la progettualità che anima lo chef. «Ci sono davvero moltissime opportunità da sviluppare attraverso le tecnologie oggi disponibili. Il mondo della ristorazione deve essere capace di cogliere e utilizzare approcci innovativi, per evolvere e magari trovare una nuova sintonia con le generazioni native digitali. Spesso osservo i comportamenti delle famiglie e, salvo rari casi, l’esperienza con cui si fruisce il cibo non è uguale per tutti i commensali. I più giovani sono molto attratti dai dispositivi digitali, che hanno in mano e con cui si distraggono spesso durante il pasto. Sono certo che vivere con i loro genitori un’esperienza gastronomica immersiva potrebbe renderli più consapevoli e interessati a quanto stanno gustando e assaporando. E poi ci sono le storie dei produttori delle materie che utilizziamo, i territori in cui abitano e le difficoltà che affrontano per fornire ingredienti eccellenti. Sono spesso agricoltori con alle spalle tradizioni e passioni formidabili, può essere emozionante ascoltare attraverso il loro racconto e fonte di grande ispirazione per tutti. La tecnologia oggi lo rende davvero possibile: è un tuffo in un presente che dobbiamo saper accogliere con entusiasmo».

Per chi fosse interessato a saperne di più del progetto Immersive Food Experience, non resta che dare l’appuntamento per la prima ated Digital Eat, che si terrà il prossimo 11 aprile a Lugano presso il Ristorante Moncucchetto, Via Crivelli Torricelli 27.

Basta iscriversi direttamente a questo link.


Questo articolo è stato realizzato da ated - Associazione Ticinese Evoluzione Digitale, non fa parte del contenuto redazionale.
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