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31.08.22 - 08:52
Anche gli abiti di alta moda sono oggi acquistabili su piattaforme online dedicate al second hand.
Carlotta Sarina (instagram @iosonolotta)
Tendenza seconda mano

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Anche gli abiti di alta moda sono oggi acquistabili su piattaforme online dedicate al second hand.
Una scelta amica dell’ambiente sposata sempre più da artisti e da grandi brand.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation: «Ogni anno 92 milioni di tonnellate di abiti vengono buttati e inceneriti, generando più di 1,2 miliardi di emissioni di anidride carbonica». Un impatto globale enorme, che ciascuno di noi nel suo privato può cercare di invertire. Da questo semplice presupposto prende forza la tendenza sempre più diffusa di acquistare capi di seconda mano, spesso affidandosi a piattaforme online o anche agli stessi marchi, che rendono facile l’acquisto di capi o prodotti già usati, ma che si presentano in ottime condizioni o che danno vita a nuovi prodotti originali.

È il caso di Clothest, una piattaforma e-commerce non-profit di abiti e accessori second-hand di alta moda, che si pone l’obiettivo di dare al vestito una missione nobile. Raccoglie e vende abiti usati di brand del lusso per finanziare i progetti di assistenza della Casa-famiglia Caritas di Montevarchi, in Toscana, che aiuta circa 200 persone all'anno, con ospitalità per 40 persone, mista tra residenze stazionarie e temporanee. Proprio Clothest ha abbracciato in queste settimane un’iniziativa interessante, che consiste nell’accompagnare un’artista italiana ventenne, Carlotta Sarina, in un tour itinerante per l’Europa, ideato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul cambiamento climatico e sui rischi che tutti corriamo con comportamenti non virtuosi (il tutto è raccontato su questo blog e sui principali canali social, fra cui @iosonolotta su Instagram).

Ci dice Carlotta da Berlino: «Ho scoperto la storia di questa realtà e più approfondivo e più leggevo di second hand e più capivo che questo doveva essere un argomento importante su cui portare l'attenzione, tanto più di chi ha la mia età e che è inconsapevolmente vittima del perverso meccanismo che si cela dietro all’offerta di capi a prezzi sempre più bassi e a ritmi sempre più veloci. Dovevo uscirne io per prima. E poi parlarne e provare a far aprire lo sguardo anche ad altre persone. È il momento di cambiare, è il momento di scegliere. Scegliere in modo responsabile per l’ambiente: comprare un abito usato invece di uno nuovo è un gesto semplice ed efficace, che aiuta a ridurre gli sprechi causati dal mondo della moda. Ho capito che non serve continuare a produrre capi, basta scambiarseli. Oggi sono ambassador di Clothest. E vesto i loro capi in tutto il mio tour e ogni volta che ho l’opportunità di manifestare per l’ambiente o di esibirmi con il mio spettacolo vestirò capi second hand di questa casa-famiglia che ospita persone svantaggiate e regala loro speranza».

Una tendenza che alcuni hanno già battezzato col termine “re-commerce”, ovvero un nuovo modello di business, che si pone l’obiettivo di contrastare la cultura dello spreco che spesso accompagna il consumismo moderno. Una sorta di “commercio inverso” che consiste nell’immettere nuovamente sul mercato oggetti di seconda mano, oppure attingere alle migliori pratiche di riciclo per dare ai capi una nuova vita, abbattendo i consumi e regalando seconde vite agli oggetti che altrimenti diventerebbero rifiuti.

Una spinta green che ben si lega comunque con le esigenze di business. E, infatti, proprio in questa direzione di economica circolare si muove un marchio come Nike. Dopo le iniziative Nike Grind, Nike Refurbished, dedicato alle sneakers, e Nike Recycling & Donation, il numero uno dello sportswear ha infatti lanciato un nuovo programma. Si chiama Nike Re-Creation e raccoglie a livello locale pezzi vintage e giacenze di magazzino degli store, utilizzandoli per creare nuovi prodotti, a loro volta progettati e fabbricati localmente. Il primo capitolo di Nike Re-Creation, spiega lo stesso gigante del “baffo”, include felpe con cappuccio ispirate alla cultura sportiva di Los Angeles e sarà disponibile esclusivamente presso il negozio californiano Nike The Grove.

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