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Il boom del commercio online prosegue anche nel 2021.
SVIZZERA
08.09.2021 - 15:040

Anche quest'anno il commercio online gode di ottima salute

Sono molti i gestori che hanno visto la clientela crescere in modo marcato

ZURIGO - Prosegue il boom del commercio online: quest'anno le vendite saliranno del 50% rispetto al 2019. La stima è della scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), che mette in luce come la pandemia abbia portato sul web molti clienti supplementari.

Negli ultimi 18 mesi nove gestori su dieci di negozi Internet hanno ampliato la clientela e il 51% lo ha fatto in modo molto marcato, emerge dallo studio pubblicato oggi. Il 40% dei clienti ha inoltre aumentato la frequenza e i volumi di acquisto. L'88% dei 365 operatori interpellati attraverso un sondaggio hanno visto il fatturato 2020 crescere rispetto all'anno prima, il 30% fortemente.

Secondo i ricercatori la tendenza dovrebbe continuare. «Negli ultimi tempi molti negozi online hanno approfittato tre volte: dell'afflusso di nuovi clienti, dell'aumento della frequenza di acquisto e della crescita dei volumi di vendita», spiega Darius Zumstein, ricercatore della ZHAW, citato in un comunicato odierno. «Nel complesso, stimiamo che il fatturato del commercio online svizzero raggiungerà almeno 15 miliardi di franchi nel 2021, ciò che rappresenta un aumento di quasi il 50% rispetto al 2019. Il 92% dei rivenditori online si aspetta una crescita duratura anche dopo la fine della pandemia: il 23% una forte progressione e il 69% un aumento moderato».

L'avanzata delle vendite su Internet concerne tutti i tipi di prodotti, con un incremento particolarmente forte nel ramo degli articoli per il giardino e il fai-da-te, dei giocattoli, dei mobili, delle attrezzature sportive e degli alimentari. La domanda online molto sostenuta di computer, articoli multimedia e apparecchi elettrici registrata nella primavera del 2020 si è invece ora un po' attenuata.

In risposta alla situazione la maggior parte degli operatori ha assunto personale aggiuntivo, per esempio nei comparti del magazzino e dell'elaborazione degli ordini. Molti fornitori cosiddetti omnichannel, cioè che gestiscono sia negozi stazionari che sul web, hanno ampliato i loro dipartimenti di e-commerce. «La crisi di coronavirus ha comportato una significativa spinta alla digitalizzazione», commenta Zumstein. Molte società hanno investito ulteriormente nell'espansione delle loro capacità di magazzinaggio e nei sistemi informatici. Nel frattempo più della metà vende i suoi prodotti anche attraverso piattaforme virtuali come Digitec Galaxus e Amazon, una quota assai superiore a quella del 2019.

Fra le sfide attuali che devono affrontare i venditori online figurano i problemi di approvvigionamento: tre su quattro dichiarano di essere in ritardo nelle consegne o di non riuscire a evadere gli ordini. Inoltre il 70% degli interpellati percepisce una crescente pressione competitiva e sui prezzi. Tra i fornitori omnichannel oltre la metà si aspetta meno negozi stazionari nei prossimi anni. «Alcuni operatori probabilmente si concentreranno di più su nuovi tipi di punti vendita, per esempio negozi in cui è possibile avere delle esperienze particolari o sale espositive che mettono in mostra unicamente prodotti selezionati della gamma online», conclude Zumstein.

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