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SVIZZERA / INDIA
06.04.2021 - 14:140

Falsi Call center di Microsoft, Nuova Delhi non collabora

Dilaga ormai da anni il fenomeno delle truffe di finti agenti Microsoft che agiscono da call center indiani

Il Procedimento per ignoti intentato dalla Confederazione è caduto nel vuoto

BERNA - I "criminali" informatici che dall'India, fingendosi collaboratori di Microsoft, si fanno pagare per l'eliminazione di guasti immaginari al loro PC da ignari clienti, possono per il momento dormire sonni tranquilli. Il procedimento pilota lanciato dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) verrà abbandonato, a causa della mancata collaborazione del paese asiatico nel ricercare gli autori di simili truffe.

È quanto si legge nel rapporto d'attività 2020 pubblicato oggi dal MPC che offre una panoramica del lavoro svolto l'anno scorso, elencando i successi, ma anche i problemi inerenti determinate attività illegali, come la cybercriminalità, reati non sempre facili da perseguire poiché gli autori risiedono perlopiù all'estero e godono sovente di anonimato. Senza collaborazione, poi, tutto diventa più complicato.

Come precisa il rapporto, da alcuni anni dilaga il fenomeno del "Microsoft Support Scam" o "Tech Support Scam" con gli autori che agiscono da call center indiani. Col pretesto che il computer della vittima designata presenta un problema di software, la inducono a concedere loro accesso al PC mediante un software di manutenzione a distanza e farsi pagare per la presunta «eliminazione del guasto». In Svizzera il fenomeno riguarda almeno 17 Cantoni: le polizie cantonali ricevono praticamente ogni giorno tali denunce, le quali vengono in parte archiviate senza ulteriore esame o abbandonate direttamente dalle procure.

Per porre un argine a simili pratiche, il MPC ha promosso un procedimento pilota per truffa contro ignoti a inizio febbraio 2019, sfruttando tutti i mezzi a disposizione, soprattutto l'assistenza giudiziaria con l'India, coordinandone contenuti e tempi con altri Paesi europei allo scopo di aumentare le possibilità di successo.

Ma le richieste inviate nel giugno 2019 non hanno ottenuto ancora risposta. Considerato che senza il sostegno delle autorità indiane non è possibile identificare e perseguire gli autori, il procedimento pilota verrà abbandonato, scrive il MPC, che tuttavia intende fare tesoro dell'esperienza accumulata e condividerla con i Cantoni.

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