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L'Ipo di Deliveroo alla Borsa di Londra è andata davvero male.
REGNO UNITO
31.03.2021 - 18:470

Deliveroo, Ipo da incubo: tonfo del 26,3%

La questione dei diritti dei lavoratori non ha convinto alcuni grandi gestori britannici

Fonte Paolo Algisi / Ats Ans
elaborata da Fabio Caironi
Giornalista

LONDRA - Un debutto così disastroso di una grande quotazione non si vedeva a Londra da decenni. L'Ipo di Deliveroo va di traverso agli investitori che avevano sottoscritto le azioni del gruppo che consegna cibo a domicilio e che, alla fine della giornata, si sono dovuti leccare le ferite: il titolo, che è arrivato a perdere fino al 30%, ha chiuso con un tonfo del 26,3% a 2,87 sterline.

Che le premesse non fossero delle migliori si era visto già in fase di collocamento, con il prezzo finale fissato - prima dell'apertura di Borsa - a 3,9 sterline, la parte più bassa di una forchetta che arrivava fino a 4,6 sterline, e che comunque attribuiva a una società in forte crescita (ma mai in utile) il ragguardevole valore di quasi 9 miliardi di euro.

Sulla debacle ha certamente pesato un timing non particolarmente azzeccato, con il mercato che, complice l'avanzata della campagna vaccinale, ha perso un po' dell'entusiasmo che nel 2020 aveva soffiato nelle vele dei titoli dei food delivery, le cui consegne sono diventate vitali con il Covid. Come pure una struttura del capitale non troppo 'market friendly', che consentirà al fondatore e ceo Will Shu di mantenere la maggioranza dei diritti di voto nonostante una quota di solo il 6,3%.

La questione dei diritti dei lavoratori

Ma a stendere Deliveroo è stato soprattutto il rifiuto da parte di alcuni grandi gestori britannici - come Aberdeen, Aviva e Legal & General - d'inserire nei propri portafogli una società i cui standard nel trattamento dei lavoratori non sono considerati in linea con i propri criteri d'investimento Esg. «Cerchiamo d'investire in business che non solo redditizi ma anche sostenibili. I diritti dei lavoratori sono una parte importante di questo», ha recentemente spiegato Andrew Millington, capo degli investimenti azionari Uk di Aberdeen, mentre i rider cercavano di attirare i riflettori sulle proprie condizioni proclamando, come ha fatto il sindacato Iwgb, scioperi delle consegne durante l'Ipo.

La stessa Deliveroo, che ha accantonato in un fondo 112 milioni di sterline per i rischi legali, ha indicato nel prospetto come il pericolo di dover alzare le tutele per i propri collaboratori - 50mila in gran Bretagna, 100mila in tutto il mondo - rappresenti una delle principali minacce per la profittabilità del suo modello di business. Minaccia concreta, come dimostra il caso di Uber Eats, costretta da una sentenza della Corte suprema britannica a riconoscere come dipendenti i suoi 70 mila fattorini britannici, riconoscendogli salario minimo e ferie.

Dal punto di vista finanziario l'ipo, che ha visto collocare il 21% del capitale, porterà un miliardo di sterline nelle casse della società e un altro mezzo miliardo in quelle degli investitori che hanno ceduto una parte o tutte le proprie azioni, tra cui Amazon e Shu, che ha incassato 26 milioni di sterline e resta seduto, nonostante il crollo di oggi, su una fortuna di oltre 350 milioni.


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