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Fino a 120 milioni di posti di lavoro sono a rischio nel settore turistico in tutto il mondo.
MONDO
25.08.2020 - 14:250

L'impatto «devastante» del Covid-19 sul turismo: 120 milioni di posti di lavoro sono a rischio

I dati sono dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite

NEW YORK - L'impatto del coronavirus sul turismo è stato «devastante». L'analisi arriva dalle Nazioni Unite che rilevano come nei primi cinque mesi del 2020 gli arrivi di turisti internazionali sono diminuiti di oltre la metà e si stima che siano andati persi 320 miliardi di dollari di entrate. Un deficit che ha avuto ripercussioni dirette per uno dei settori economici più importanti del mondo (7% del commercio mondiale nel 2019) che dà lavoro a una persona su dieci nel pianeta e fornisce mezzi di sostentamento a centinaia di altri milioni.

I dati dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite mostrano che sono a rischio dai 100 ai 120 milioni di posti di lavoro nel settore. E la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo prevede una perdita dall'1,5 al 2,8% del Pil globale. Molti dei lavori nel settore del turismo sono nell'economia informale o nelle micro, piccole e medie imprese, che impiegano un'elevata percentuale di donne e giovani che sono tra i più a rischio per l'impatto del coronavirus.

«Mentre la crisi ha scosso fortemente le economie sviluppate, ha fatto precipitare i Paesi in via di sviluppo, in particolare molti piccoli Stati insulari in via di sviluppo e Paesi africani, in una vera emergenza», ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Per le donne, le popolazioni rurali, le popolazioni indigene e molti altri gruppi storicamente emarginati, il turismo, sottolinea l'Onu, è un motore d'integrazione, empowerment e generazione di reddito. Il settore è anche uno strumento essenziale per la conservazione del patrimonio naturale e culturale. Il calo dei redditi ha portato a un aumento del bracconaggio e alla distruzione accelerata degli habitat all'interno e intorno alle aree protette e la chiusura di molti siti del patrimonio mondiale ha privato le persone dei mezzi di sussistenza di cui hanno tanto bisogno.

Le Nazioni Unite invocano dunque imperativamente una ricostruzione del settore ma che deve essere fatta in modo «sicuro ed equo, e non deve avere un impatto sul clima», ha detto Guterres che ha stilato una lista di priorità per mitigare il danno socioeconomico della crisi e consentire al turismo di riguadagnare il suo posto di creatore di posti di lavoro: rafforzare la resilienza dell'intera catena del turismo, ottimizzare l'uso delle tecnologie nel settore, promuovere la sostenibilità e la crescita verde e facilitare la creazione di partenariati per consentire al turismo di contribuire ulteriormente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Commenti
 
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momo73 1 anno fa su tio
come creare ad arte una crisi economica. Poi ci sarà ovviamente la ripresa. Non può piovere per sempre diceva il Corvo.
F/A-18 1 anno fa su tio
@momo73 È chiaro che un 15% di lavoro in meno per tutti porta inevitabilmente ad una diminuzione dei posti di lavoro di pari percentuale. Se in CH ci sono 5 mio di lavoratori vorrà dire che tra 6 mesi ci saranno almeno 6/700’000 persone senza impiego, in Ticino ammettiamo di avere 200’000 lavoratori diciamo che 30’000 perderanno l’impiego, la metà saranno frontalieri ma un bel 10/15’000 sono ticinesi. Spero naturalmente di sbagliarmi.
seo56 1 anno fa su tio
E allora!!
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