AFP
NICARAGUA
08.11.2021 - 15:100

Ortega «ha frantumato la libertà del suo popolo»

Dopo il Costa Rica e gli Stati Uniti, anche Bruxelles alza la voce contro il risultato delle elezioni farsa in Nicaragua

MANAGUA / BRUXELLES - Senza garanzie democratiche e prive di qualunque legittimità. Anche dall'Europa si sollevano dure parole alla volta del Nicaragua, stigmatizzando l'esito delle elezioni con cui il presidente Daniel Ortega ha mantenuto la carica, forte - stando alle cifre del primo rapporto sui risultati delle urne - del 75% delle preferenze totali.

Si tratta di risultati che purtroppo non hanno sorpreso la comunità internazionale e che si sono manifestati dopo mesi in cui magistratura e polizia hanno tenuto il dito saldamente sul "grilletto" della legge cosiddetta «per la difesa dei diritti del popolo all'indipendenza, alla sovranità e all'autodeterminazione per la pace". Di fatto, uno strumento che ha permesso di bollare numerosi oppositori come traditori della patria, estromettendoli dalle elezioni a colpi di manette e bavaglio. «Daniel Ortega ha cancellato del tutto la credibilità della competizione elettorale, privando la popolazione nicaraguense del diritto di eleggere i propri rappresentanti in modo libero. L'integrità del processo elettorale è stata frantumata sotto l'incarcerazione sistematica, la persecuzione e l'intimidazione dei possibili candidati alla presidenza, dei leader dell'opposizione», così come «degli studenti, dei leader delle aree rurali, dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani», ha dichiarato Bruxelles.

A Ortega, l'Unione europea chiede oggi «di restituire la sovranità» del Paese alla sua popolazione, che ne è la «legittima proprietaria». Ma si tratta di un appello che pare destinato a essere, con ogni probabilità, risucchiato in quel vuoto che da anni si incastra tra le acque del Pacifico e quelle del Mar dei Caraibi. La voce dell'Europa è stata preceduta in queste ore anche da quelle del vicino Costa Rica e degli Stati Uniti d'America, che hanno rispettivamente comunicato di non voler riconoscere il risultato delle elezioni, che Washington ha etichettato come «fasulle».

La situazione in Nicaragua ha subito un netto deterioramento a partire dal 2018 con le proteste scaturite dal progetto di riforma sulla sicurezza sociale; progetto poi ritirato da Ortega. Le proteste però non si placarono e l'ex guerrigliero sandinista, nel tentativo di mettere un freno, decise di renderle illegali. Fu questo l'incipit di un quadriennio che sarebbe stato segnato dal sangue di centinaia di cittadini (almeno 325 le vittime), arresti sommari, lunghe detenzioni ed esili forzati.

Commenti
 
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seo56 3 sett fa su tio
Peggio é quello che succede un Russia e in Bielorussia… ma si sa.. troppi interessi in ballo
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