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Scioperi dei camionisti in Francia, forti disagi sulle strade

FRANCIAScioperi dei camionisti in Francia, forti disagi sulle strade

27.06.22 - 12:30
I sindacati chiedono di riaprire le trattative per un aumento degli stipendi di fronte all’impennata dell’inflazione.
AFP
Scioperi dei camionisti in Francia, forti disagi sulle strade
I sindacati chiedono di riaprire le trattative per un aumento degli stipendi di fronte all’impennata dell’inflazione.

LILLA - Camion di traverso sulle strade e barricate nei principali passaggi verso le zone industriali. Ecco cosa hanno trovato i cittadini di molte città francesi questa mattina recandosi al lavoro. I camionisti sono in sciopero e chiedono un adeguamento della remunerazione in seguito alla forte inflazione. Lo sciopero sta causando vari disagi alla circolazione stradale. I manifestanti bloccano le auto e distribuiscono volantini per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle loro condizioni di lavoro. 

Blocchi e rallentamenti sono stati registrati, già dall'alba, a Orléans (Loiret), Miramas (Bouches-du-Rhône) e Lunéville (Meurthe-et-Moselle), riferisce il sindacato CGT. Blocchi anche nella regione Hauts-de-France (Nord) all'ingresso di due importanti zone di attività logistica, una all'uscita di Lilla e l'altra nei pressi di Arras, con auto intrappolate nel traffico e ingorghi nelle ore di punta.

«La crisi sanitaria ha sottolineato l'importanza delle attività di trasporto, che sono state addirittura dichiarate di pubblica utilità dal Governo. Ma questo riconoscimento non si è tradotto in un corretto aumento salariale o su un miglioramento delle condizioni di lavoro» riferiscono i vari sindacati attraverso un comunicato stampa. 

L'azione di oggi è soltanto il primo passo di un percorso già programmato. L'obiettivo di questa giornata è infatti «farci sentire» nella prospettiva di tornare a manifestare fra qualche mese, spiega il delegato del sindacato CGT-Transports Fabien Michaud al quotidiano francese LeParisien. «Abbiamo organizzato per settembre un movimento ancora più ampio nel caso non dovessimo ricevere una risposta positiva da parte del governo e dei datori di lavoro», ha avvertito.

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