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Afghanistan
19.10.2021 - 19:290

Figli ceduti ai creditori per sanare i debiti: la povertà in Afghanistan

Il racconto di una madre disperata: «Se la vita continuerà a essere così orribile, ucciderò i miei figli e me stessa»

HERAT - In Afghanistan alcune famiglie sono talmente disperate da consegnare i propri bambini ai creditori per pagare i debiti. A rivelarlo è il Wall Street Journal, che racconta la storia di Saleha, 40enne madre di sei figli: la donna ha contratto un debito insormontabile per lei (pari a circa 550 dollari) tanto da decidere di cedere la propria figlia di tre anni all'uomo che le ha prestato i soldi. Saleha guadagna 70 centesimi al giorno pulendo case in un quartiere più ricco di Herat, mentre il marito, molto più anziano di lei, non ha lavoro.

Secondo il Programma alimentare mondiale dell'Onu, il 95% degli afghani non ha cibo a sufficienza, e quasi l'intera popolazione (40 milioni di persone) potrebbe trovarsi al di sotto della soglia di povertà nei prossimi mesi. Dietro queste statistiche si celano innumerevoli tragedie personali di famiglie come quella di Saleha.

Lei e suo marito - ha spiegato il Wall Street Journal - lavoravano in una fattoria nella provincia occidentale di Badghis, ma due anni fa hanno perso quel reddito a causa dei combattimenti e della siccità nella zona. Quindi hanno preso in prestito del denaro per poter comprare da mangiare.

Con il sistema finanziario e il commercio paralizzati dopo la presa di potere dei talebani, i prezzi dei prodotti alimentari di base come farina e olio sono raddoppiati da metà agosto. Così il creditore si è offerto all'inizio di questo mese di cancellare il debito se le avessero consegnato la loro bambina: "Nemmeno io ho soldi, non mi hanno rimborsato e quindi non c'era altra scelta", ha detto l'uomo.

Saleha è disperata: «Se la vita continuerà a essere così orribile, ucciderò i miei figli e me stessa. Non so nemmeno cosa mangeremo stasera». «Cercherò di trovare i soldi per salvare la vita di mia figlia», ha assicurato da parte sua il marito, Abdul Wahab.

Non è la prima tragedia di questo tipo a emergere dall'Afghanistan. Poche settimane fa, la tv afghana Tolo News aveva raccontato di un'altra madre, Lailuma, sfollata dalla provincia di Baghlan a Kabul, costretta a vendere il suo bambino di un anno e mezzo per circa 300 euro per poter comprare le medicine all'altra figlia di 13 anni malata.

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