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AttualitàQuando un gesto può salvarti la vita

27.11.23 - 06:30
Violenza domestica, stalking o anche solo un appuntamento che sta prendendo una piega pericolosa. Così le donne possono chiedere aiuto.
Imago
Fonte Red
Quando un gesto può salvarti la vita
Violenza domestica, stalking o anche solo un appuntamento che sta prendendo una piega pericolosa. Così le donne possono chiedere aiuto.

MILANO - Quando la giovane donna è entrata al McDonald, e ha mostrato il palmo della mano con il pollice piegato all'interno, per poi chiuderla in un pugno, la dipendente del locale non ha avuto dubbi e ha subito chiamato la polizia. È stato possibile così sventare una sicura violenza sessuale grazie alla tempestività di colei che ha riconosciuto, in quel gesto, una richiesta di aiuto non verbale.

È accaduto qualche giorno fa a Milano: una diciannovenne era stata palpeggiata e baciata con la forza da un ragazzo ventitreenne in Piazza Scala e, sotto minaccia di morte, costretta a seguire il giovane nel suo appartamento. A quel punto la giovane ha chiesto di poter entrare al McDonald, con la scusa di dover usufruire dei servizi igienici, e qui, come raccontato, ha usato il “Signal for Help” per chiedere aiuto.

Trattasi di un segno da fare con la mano, pollice piegato all'interno e quattro dita distese che poi si chiudono a pugno, che serve ad avvisare le altre persone che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno urgente d'aiuto. È un gesto volutamente discreto, per non allarmare l'abusante, che deve essere raccolto in maniera altrettanto discreta, per non mettere in pericolo di vita la persona abusata o minacciata. Nel caso in cui lo si vedesse, quindi, piuttosto che prendere iniziative personali occorre chiamare le forze dell'ordine, o un centro antiviolenza, per poter fornire tutte le indicazioni necessarie al fine di predisporre un intervento mirato e condotto da persone competenti.

 

Canadianwomen.orgIl “Signal for help” in un volantino canadese.

Un gesto nato all'ombra degli aguzzini

Tale gesto d'aiuto è stato creato, in epoca Covid, per permettere alle persone vittime di violenza domestica di poter chiedere aiuto, di persona o in videochiamata, senza insospettire l'aguzzino di turno.

Durante la pandemia, infatti, il fatto di dover restare relegate in casa con il proprio aggressore, portò a un peggioramento generale delle condizioni di vita delle donne sottoposte a violenza domestica, rendendo ancora più difficile il poter chiedere aiuto a causa dell'isolamento imposto dalle norme di contenimento del virus. Il suo utilizzo, poi, è stato esteso per qualsiasi episodio di minaccia o violenza, fisica e psicologica, in cui la vittima non ha la possibilità di denunciare quanto le sta accadendo.

Il Signal fo Help è stato introdotto, per la prima volta in Canada nell'aprile del 2020, dall'associazione Canadian Women's Foundation, per poi diffondersi rapidamente negli Stati Uniti tramite la Women's Funding Network. Da allora, il segnale è stato adottato da oltre quaranta organizzazioni che si occupano dei diritti delle donne e contrasto alla violenza domestica in Canada e negli Stati Uniti ma, come dimostrato dalla vicenda italiana, si è diffuso anche in tanti Paesi del mondo grazie alla circolazione di diversi video sul tema sui social media.

Nel novembre del 2021, ad esempio, in North Carolina, negli Stati Uniti, una ragazza di appena sedici anni è stata salvata grazie a tale segnale di aiuto dopo essere stata rapita. Mentre la giovane si trovava in macchina con il suo rapitore era riuscita a segnalare il proprio stato di pericolo, con il gesto della mano, a un automobilista che aveva allertato il 911 salvandola. La ragazza aveva poi raccontato di aver visto dei video riguardanti il segnale d'aiuto su Tik Tok durante la pandemia e di aver pensato di replicarlo per salvarsi la vita.

Mascarilla 19La campagna spagnola “Mascarilla 19”

Strage di donne

L'importanza di conoscere un gesto, o parola chiave, che possa aiutare noi stessi e gli altri in caso di pericolo è cresciuta di pari passo con l'incremento dei numeri di femminicidi nel mondo. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Onu, lo scorso anno sono state uccise intenzionalmente nel mondo oltre 89 mila donne. Si tratta del numero più alto registrato negli ultimi vent'anni, e ciò che colpisce è che i femminicidi siano aumentati a fronte, invece, di un calo complessivo degli omicidi.

Come riportato dall'Ansa, secondo Ghada Waly, direttore esecutivo dell'Undoc, l'ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, “il numero allarmante di femminicidi ci ricorda duramente che l'umanità è ancora alle prese con diseguaglianze profondamente radicate e violenza contro donne e ragazze”.

Di fronte a questa drammatica emergenza, che merita l'adozione di serie misure di protezione a livello politico, sono stati creati, nel tempo, sempre più codici e segnali di richiesta d'aiuto nel caso ci si trovasse in pericolo.

Lincolnshire PoliceLa campagna «Chiedi di Angela», in un flyer della polizia inglese del Lincolnshire.

Punti neri, mascherine e «c'è Angela?»

In Francia, ad esempio, dal 2015, per chiedere aiuto è possibile disegnare un punto nero sul palmo della mano, mentre in Spagna e in Belgio, sempre durante la pandemia, è stata introdotta la frase in codice 'mascherina 19', in spagnolo 'mascarilla 19'. La persona in pericolo, entrando in un negozio o farmacia, poteva chiedere una 'mascherina 19', appunto, per attivare una richiesta d'aiuto.

La campagna, lanciata dall'Instituto Canario de Igualdad, nelle Isole Canarie, è diventata virale sui social network, venendo adottata in altri paesi, quali Spagna e Belgio. Come affermato all'epoca da Kika Fumero, direttore dell'Istituto, “la cosa più importante è unirsi contro i maltrattatori e far sapere alle donne che non sono sole”.

In Gran Bretagna, invece, le donne in pericolo possono rivolgersi al barista, o a un altro membro dello staff del locale in cui si trovano, chiedendo di Angela. 'Chiedi di Angela', infatti, è una campagna di prevenzione delle aggressioni sessuali lanciata dalle forze di polizia britannica nel 2016. Qualunque locale o negozio può adottare questa iniziativa e rendersi disponibile a raccogliere il segnale d'aiuto lanciato da una donna che si trovi in una situazione pericolosa per la propria incolumità.

Tale frase in codice è stata adottata anche negli Stati Uniti dove è possibile chiedere aiuto chiedendo un 'angel shot'. Non si tratta di un drink ma di una richiesta d'aiuto che comunica al barista o cameriere del locale che la donna si trova in pericolo e deve essere aiutata. In alcuni locali, un 'angel shot liscio', significa che la donna debba essere scortata fino alla sua macchina dal personale di servizio, con 'ghiaccio' che è necessario allontanare dal locale il molestatore, e con 'lime' che sia necessario allertare le forze dell'ordine.

«Una pizza margherita», ordinata alla polizia

Un altro modo per chiedere aiuto che si è diffuso velocemente sul web è quello di ordinare, per telefono, una pizza margherita. Si tratta di riuscire a contattare del personale competente, forze dell'ordine o centri antiviolenza, per segnalare che ci si trova in una situazione di pericolo ordinando una pizza. In tal modo non si dovrebbe mettere in allerta l'aggressore ma attivare, in maniera discreta, un protocollo d'emergenza. Il nome della campagna è dovuto al fatto che, nel 2019 in Ohio, una donna chiamò la polizia per ordinare una pizza margherita.

Fortunatamente l'operatore fu molto pronto nel capire che la strana ordinazione doveva per forza nascondere una richiesta d'aiuto, nonostante non fosse una frase ancora codificata come allarme. Da allora, tale frase in codice ha salvato tante donne, non ultima una giovane di Rimini che, terrorizzata dal comportamento violento del marito ubriaco, ha chiamato la polizia per ordinare una pizza margherita.

L'operatore radio ha immediatamente recepito la richiesta d'aiuto allertando le volanti in servizio e arrestando l'uomo che aveva iniziato a minacciare di morte la moglie in presenza del figlio minorenne.

In tempi come i nostri in cui, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, vengono uccise nel mondo cinque donne ogni ora diventa fondamentale imparare questi codici di richiesta di aiuto e diffonderli il più possibile tra le persone.

Il senso di solidarietà e la prontezza nel decifrarli hanno salvato tante vite e lo potranno continuare a fare se ci saranno sempre più persone allenate a decifrarli. Nel leggere le notizie sui giornali o ascoltandole alla tv, si è soliti pensare che riguardino sempre 'gli altri' e mai 'noi' che, invece, potremmo trovarci nella situazione dover usare questi segnali per scampare una minaccia o aiutare qualcun altro in pericolo.

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