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SVEZIASentenza storica in Svezia, ergastolo per un ex ufficiale iraniano

14.07.22 - 21:56
Il Tribunale distrettuale di Stoccolma ha condannato Hamid Nouri per «gravi crimini contro il diritto internazionale».
Keystone
Fonte ATS
Sentenza storica in Svezia, ergastolo per un ex ufficiale iraniano
Il Tribunale distrettuale di Stoccolma ha condannato Hamid Nouri per «gravi crimini contro il diritto internazionale».

STOCCOLMA - Sentenza storica oggi in Svezia, che ha condannato all'ergastolo l'ex ufficiale iraniano Hamid Nouri per «gravi crimini contro il diritto internazionale» e per «omicidio», secondo la nota del tribunale distrettuale di Stoccolma che ha emesso il verdetto. Nouri è il primo condannato per le atrocità commesse nel carcere iraniano di Gohardasht a Karaj, vicino a Teheran, nel 1988, quando migliaia di prigionieri furono trucidati.

Tra loro c'erano simpatizzanti dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Mek), un gruppo di opposizione al regime degli ayatollah in esilio, e altri dissidenti detenuti. Dopo nove mesi di udienze in cui l'imputato ha sempre negato le testimonianze degli ex prigionieri, sostenendo di essere stato in congedo durante il periodo in questione e affermando di aver lavorato in un altro carcere, la magistratura svedese ha invece confermato il ruolo avuto da Nouri nella mattanza di almeno 5.000 persone, secondo un rapporto 2018 di Amnesty International, "forse anche di più".

Le valutazioni - «L'indagine ha dimostrato che l'imputato, congiuntamente e in collusione con altri, ha partecipato alla realizzazione degli atti criminali», ha affermato la corte. «Sotto pseudonimo e nel ruolo di assistente del sostituto procuratore, Nouri ha recuperato i prigionieri, li ha portati davanti alla commissione (la cosiddetta "commissione della morte") e li ha scortati sul luogo dell'esecuzione».

Le leggi della Svezia permettono al sistema giudiziario di processare cittadini stranieri accusati di crimini contro il diritto internazionale pur se commessi al di fuori del Paese.

Il tranello - L'ex ufficiale è arrivato nella nazione nordica grazie a un tranello: l'emittente radiofonica del servizio pubblico svedese, Sveriges Radio, ha raccontato come contattò l'attuale condannato invitandolo ad una vacanza di lusso in Svezia e «mostrando foto di ragazze». Nouri fu così arrestato nel 2019 all'aeroporto di Stoccolma.

Le reazioni - Le reazioni alla sentenza di oggi non si sono fatte attendere, tra entusiasmi e critiche. Nel primo gruppo figurano i sostenitori del gruppo Mek, giunti in Svezia in esilio, che hanno festeggiato fuori dal tribunale svedese un verdetto considerato non solo contro l'uomo, ma anche contro l'intero regime da lui rappresentato. Anche Amnesty ha definito la condanna di Nouri «un passo senza precedenti verso la giustizia per i crimini commessi in Iran». La sentenza «manda un messaggio inequivocabile, e atteso da tempo, alle autorità iraniane che i responsabili di crimini contro l'umanità non sfuggiranno alla giustizia».

Di segno opposto le posizioni dell'avvocato della difesa, Thomas Soderqvist, il quale ha detto di essere "deluso" e ha annunciato che impugnerà la sentenza. Una sentenza definita "politica" da Teheran, che ha ripetutamente chiesto al governo svedese la liberazione di Nouri.

La ministra degli Esteri di Stoccolma, Ann Linde, ha ribadito all'inizio di luglio che l'esecutivo svedese non poteva però fare nulla, visto che i tribunali del Paese sono «completamente indipendenti».

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