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MONDOMonkeypox: la probabilità di contagio nella popolazione generale è «molto bassa»

26.05.22 - 09:09
Le valutazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
Reuters
Fonte ats ans afp
Monkeypox: la probabilità di contagio nella popolazione generale è «molto bassa»
Le valutazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
Al momento, nel mondo, sono stati registrati oltre 200 casi

STOCCOLMA - Il numero di casi confermati di vaiolo delle scimmie in tutto il mondo ha raggiunto la cifra di 219, non considerando i paesi in cui la malattia è endemica.

Lo riporta un rapporto pubblicato dall'Agenzia europea per le malattie. Sono 19 le nazioni, la maggior parte in Europa, che hanno segnalato almeno un caso confermato, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

«La maggior parte dei casi sono riscontrati in giovani uomini che si dichiarano omosessuali. Non ci sono stati decessi», specifica l'agenzia europea con sede a Stoccolma. In Europa il maggior numero di casi si conta nel Regno Unito (71), il primo paese in cui sono stati individuati casi insoliti, Spagna (51) e Portogallo (37). L'Europa concentra la maggior parte dei casi con 191 casi, di cui 118 nei Paesi dell'Ue. Canada (15), Stati Uniti (9), Australia (2), Israele (1) ed Emirati Arabi Uniti (1) sono i sei paesi non europei con casi considerati confermati.

I casi sospetti non sono conteggiati nel rapporto. Il numero totale di casi registrati dall'ECDC è quasi quintuplicato dal suo primo conteggio del 20 maggio, quando l'agenzia aveva individuato 38 casi. Nella sua prima valutazione del rischio di due giorni fa, l'ECDC ha però ritenuto che la probabilità di contagio nella popolazione generale fosse «molto bassa» ma che fosse invece «alta» nelle persone con più partner sessuali. Lo stesso giorno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato una situazione «atipica» ma ha ritenuto possibile «fermare» questa trasmissione della malattia tra gli esseri umani.

La malattia, cugina meno pericolosa del vaiolo debellato da circa quarant'anni, è endemica in 11 paesi dell'Africa occidentale e dell'Africa centrale. Provoca inizialmente febbre alta e si evolve rapidamente in un'eruzione cutanea, con formazione di croste.

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