NASA, ESA, STScI, Joseph Olmsted (STScI)
Quest'illustrazione di PDS 70b mostra come il gigante accumuli massa incorporando gas e polveri della nube che lo circonda. Utilizzando la sensibilità della luce ultravioletta di Hubble (UV), i ricercatori hanno ottenuto uno sguardo unico alla radiazione proveniente dal gas estremamente caldo che giunge sul pianeta, permettendo loro di misurare direttamente il tasso di crescita della massa del pianeta per la prima volta.
UNIVERSO
04.05.2021 - 13:370

Un pianeta neonato, ma gigante, osservato nella sua crescita

Non si sa molto su come crescano i pianeti giganti, per questo il pianeta PDS 70b è un'opportunità

AUSTIN - Dal telescopio spaziale Hubble arrivano le immagini di un pianeta gigante... neonato. È infatti il più giovane mai osservato. A riprendere lo scatto sono stati ricercatori dell'università del Texas a Austin usando una nuova tecnica di elaborazione delle immagini descritta sulle pagine del The Astronomical Journal.

Si chiama PDS 70b, ha una massa di 5 volte quella di Giove e ha appena 5 milioni di anni. Le immagini di PDS 70b ottenute con osservazioni fatte nello spettro degli ultravioletti rappresentano un importante traguardo nello studio dei pianeti extrasolari, quelli esterni al Sistema solare, perché nonostante in questi anni ne siano stati scoperti più di 4'000 solo di una manciata abbiamo immagini dirette.

«Non sappiamo ancora molto su come crescano i pianeti giganti», ha spiegato Brendan Bowler, uno degli autori dello studio, «e questo sistema planetario ci offre la prima opportunità di assistere al suo accrescimento».

Le osservazioni indicano infatti che il pianeta, che orbita attorno a una nana arancione a 370 anni luce da noi, è cresciuto incorporando gas e polveri dalla nube che ancora avvolge la stella in circa 5 milioni di anni. Ora la sua crescita si è quasi del tutto fermata, un ritmo molto più lento che lo porterebbe a crescere nel prossimo milione di anni di appena lo 0,2%.

Per riuscire a osservare questi meccanismi i ricercatori hanno sviluppato un'innovativa tecnica di pulizia delle immagini per eliminare la luce accecante prodotta dalla stella e isolare solo quella relativa al pianeta. Un metodo che promette di migliorare la conoscenza della formazione dei pianeti e dimostra ancora una volta, anche 31 anni dopo il lancio, il valore eccezionale del telescopio spaziale Hubble.

ESO, VLT, André B. Müller (ESO)
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Commenti
 
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pillola rossa 4 mesi fa su tio
Nulla su crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma
Ro 4 mesi fa su tio
Tutto si crea e si evolve nell’universo, uomo compreso. Solo questa società sembra andare controcorrente. In poche parole siamo alla pura follia.

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