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L'Africa ha avuto il suo primo caso confermato di coronavirus.
EGITTO
14.02.2020 - 23:520

Il primo caso africano di Covid-19 e la fragilità di un continente

Gli esperti sono preoccupati, ma una task force specifica è già al lavoro

IL CAIRO - È stato rilevato in Egitto il primo caso di Covid-19 in Africa. Lo ha confermato il locale ministero della Sanità, dopo indiscrezioni uscite sui media.

La persona colpita dal coronavirus non è un cittadino egiziano ma uno straniero, del quale non è stata comunicata la nazionalità. La persona si trova in isolamento in ospedale ma le sue condizioni non sono considerate gravi, ha spiegato un portavoce del ministero.

Le autorità sanitarie nazionali si sono immediatamente messe in contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)e assicurano di aver preso tutte le misure per prevenire la diffusione del virus. Il caso è stato individuato grazie alle procedure messe in atto all'aeroporto internazionale del Cairo e che hanno permesso di controllare tutte le persone di rientro in Egitto da uno dei paesi dove il coronavirus si è diffuso. 

Il rappresentante dell'Oms in Egitto si è congratulato con le autorità per la trasparenza con la quale è stata seguita la vicenda, si legge su Egypt Today. L'Egitto, ha spiegato il funzionario, è stato uno dei primi Paesi a sviluppare un efficace piano di prevenzione contro la diffusione del coronavirus.

Un continente fragile - A spaventare gli esperti di salute pubblica, in merito al primo caso confermato in Africa, è la fragilità del sistema sanitario di molte nazioni. Se molti dovessero ammalarsi di Covid-19 nei Paesi meno sviluppati e più poveri, la risposta delle istituzioni potrebbe essere gravemente insufficiente e il numero delle vittime importante.

«Il rischio è la probabilità di assistere a un'epidemia è molto, molto alta» ha dichiarato Ambrose Talisuna, a capo del team per le emergenze dell'Oms in Africa, citato dalla prestigiosa rivista medica The Lancet. «Tutti sappiamo quanto siano precari i sistemi sanitari nel continente africano» ha aggiunto Michel Yao, manager sempre dell'Oms. «Per noi è basilare identificare immediatamente i casi di coronavirus per impedire che si diffonda in comunità che potrebbero far scattare un'epidemia tale da sovrastare le capacità di gestione».

Un'apposita task force è stata creata il 3 febbraio scorso e si sta concentrando sui test nei punti di accesso (via mare o negli aeroporti), nella prevenzione, nelle analisi di laboratorio e nel diffondere la consapevolezza dei rischi del coronavirus e di come sia possibile prevenire un'epidemia.

I rapporti con la Cina - Com'è noto la Cina ha da tempo enormi interessi economici e commerciali in molte nazioni africane. L'Oms ha pertanto previsto un sostegno prioritario per 13 Paesi, quelli più strettamente legati al colosso asiatico: Algeria, Angola, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritius, Nigeria, Sudafrica, Tanzania, Uganda e Zambia. Alcune persone, che presentava sintomi compatibili con il Covid-19, erano stati messi in quarantena in Kenya, Etiopia, Botswana e Costa d'Avorio. In nessun caso c'era stata la conferma che si trattasse di coronavirus.

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