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STATI UNITI
10.10.2019 - 06:000
Aggiornamento : 09:39

Deepfake: quei video-bufala che fanno paura

Sono realizzati con un'intelligenza artificiale che permette di scambiare le facce in maniera anche molto realistica. Perlopiù sono porno, ma non solo

SAN FRANCISCO -  Inizialmente era una di quelle stranezze che popolano gli angolini più reconditi del web, poi un fenomeno bizzarro e - infine - una preoccupante realtà.

Si chiama deepfake la tecnologia che permette, con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, di sostituire le facce nei video con delle altre. Movimento labiale, degli occhi, espressioni vengono replicate in maniera davvero molto credibile. Nascono così video a luci rosse con visi di persone famose su corpi anonimi, filmati surreali di vip che fanno cose (molto) strane e personaggi politici che dicono cose che non hanno mai detto davvero.

«Nel porno online è ormai feticismo»

Assolutamente da non sottovalutare anche il peso dei video deepfake pornografici che raffigurano donne, reputati da molti alla stregua dell'abuso sessuale, e che i portali erotici sono tassativamente vietati. «Perlopiù sono video con i volti di celebrità», continua Petrini, «ma abbiamo rilevato anche un'insospettabile fetta di filmati con visi di persone non famose, per molti sta diventando un vero e proprio feticismo sessuale».

In Olanda c'è una azienda, si chiama Deeptrace, che tenta di tenere d'occhio il fenomeno e che ha notato un incremento esponenziale della presenza dei video manipolati con questi algoritmi. Si parla di un +83% dallo scorso dicembre a luglio, per un totale di almeno 14|678 video. La stragrande maggioranza sono di carattere pornografico (96%) e tutti hanno come soggetto principale delle donne. «Hanno un potenziale diffamatorio estremamente alto, soprattutto in questa era di social media», ha commentato il boss Giorgio Patrini alla Cnn.

Anche se attualmente il numero dei video deepfake è tutt'altro che immenso, considerando il tasso con cui si diffondono non stupisce che in vista delle elezioni del 2020 c'è già chi è preoccupato. Soprattutto Google e Facebook sono già al lavoro su come individuarli, creandone di loro - inoffensivi - e tentando di sviluppare programmi in grado di identificarli. «Copiare il comportamento del tuo avversario è il primo passo per tentare di sviluppare una controstrategia efficace», spiega Petrini.

Sul web c'è chi te ne fa uno per 3 dollari

Fra le novità più preoccupanti dal mondo deepfake, ci sono i portali - perlopiù asiatici - che si offrono di crearti un video-bufala con 250 fotografie e un paio di giorni di lavoro. I prezzi? Davvero bassi, per alcuni bastavano 3 dollari. «È decisamente un fenomeno in crescita, anche se non esponenziale», spiega alla Cnn Sam Gregory, dell'associazione no-profit  per i diritti umani Witness, «restano comunque un fenomeno preoccupante».

 

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