MUSICA
19.11.2002 - 08:360
Aggiornamento : 13.10.2014 - 14:02

“Please, love me”, il nuovo CD di Paolo Wolf

L’artista italo-svizzero esce con un nuovo maxi-single dal titolo “Please, love me”. Quattro brani registrati interamente a Cuba.

Per Paolo Wolf, cantautore grigionese radicato in Ticino, è questo un periodo musicalmente fertile, dato che a distanza di soli nove mesi dall’uscita di “Numeri e foglie” arriva un suo nuovo cd che contiene quattro  brani. “Please, love me” è il titolo di questa nuova pubblicazione che è stata realizzata nuovamente a Cuba, un paese che ha già dato al nostro artista molte soddisfazioni musicali.  “Cuba, per questioni di scelte politiche coraggiose  ha vissuto momenti di dura emarginazione  che unite ai grandi valori umanistici ne hanno fatto un popolo-ci dice Paolo Wolf – e un paese molto aperto nei confronti di ciò che arriva da fuori. L'attenzione che mi hanno dedicato in questi anni è stata infatti dolce e rispettosa. Sentimenti che mi piacerebbe venissero “globalizzati” ed estesi a tutti i “viaggiatori-emigranti” del pianeta".

Le canzoni presenti su “Please, love me”, che in questi giorni è possibile acquistare nei negozi di musica,  sono state composte da Wolf e registrate nel laboratorio Nazionale di Musica Elettroacustica dell'Avana. Un cd che è stato definito da Wolf stesso energetico e poetico: “Nel precedente cd "Numeri e foglie" c'era un atmosfera più riflessiva e intimista anche se brani come “Il lupo” e il remix di “Soledad” contenevano quegli spunti  pop  che caratterizzano la mia scrittura. Il nuovo disco invece ha un'impronta maggiormente rock in una chiave di lettura degli arrangiamenti tutta cubana, suoni caldi e percussioni estremamente curate".

Partiamo dal titolo. Perché hai usato l’inglese “Please love me”?
"Ho scelto questo titolo perché è una frase semplice e diretta ed è in questo mondo in disordine l’urlo che copre tutti gli altri.  Si tratta di una canzone d’amore, con lo stomaco di una canzone d’amore e la consapevolezza della necessità di riempire questo concetto di volti, usi e costumi ancora sconosciuti".

Il disco si apre con “Mosca”, un brano che in passato ti ha portato molta fortuna.
"Finora di questo pezzo esisteva solo una versione per voce e chitarra registrata per “Rete 3”. La canzone fu ascoltata successivamente dall’ex gruppo di Arturo Sandoval (“Perspectiva” ), il celebre trombettista cubano che scappò  negli Stati Uniti diventando famoso in tutto il mondo. Ascoltandola rimasero affascinati dalla costruzione armonica alquanto elaborata per un impostazione rock e mi invitarono  a  suonare con loro e iniziare cosi un'apprezzata collaborazione che dura a tutt’oggi. Nel brano esprimo l'importanza degli ideali, di quelle cose che ci stanno a cuore e ci riempiono la vita. Scrivendola pensavo alla Mosca di un tempo, metafora di ambizioni condivise seppure con ottiche diverse da popoli altrettanto diversi tra loro. Su questa canzone ho un aneddoto particolare: avevo accompagnato dei miei amici all'aeroporto di Milano e sulla terrazza delle partenze ho incontrato un ragazzo torinese che tutte le domeniche veniva a vedere gli aerei “Aeroflot” decollare per Mosca, città che evidentemente rivestiva per lui un’importanza particolare.Quando l'aereo partiva lui agitava la mano in segno di saluto. Da qui è nata l'idea della canzone. Ho voluto associare la tenerezza di Claudio (questo il suo nome) all’immagine di un bambino sorridente a una finestra cui l’ombra di un aereo copre le spalle.

Il disco prosegue con “Please, love me”.
È una canzone d'amore, un concetto questo che personalmente ho  sempre considerato nel suo significato di incontro,valorizzazione e rispetto delle diversità".

Con “Siamo uguali” hai affrontato invece il tema del razzismo.
L’ho composta in occasione dell'Anno internazionale del razzismo. È una canzone molto attuale in cui mi soffermo sulla dignità delle persone che vengono a chiedere lavoro.  -Noi siamo  scribi,  musici e  guerrieri, dell’altro lato dell’umanità.  Ci hanno portato come prigionieri, ostaggi della povertà.- Persone che ogni giorno vanno incontro a grandi e piccole umiliazioni. Dignità è il grande imperativo della razza umana.”

Chiude il cd “Federica”.
È la classica canzone d'amore per umani di tutte le età. Due ragazzi sono al bar e uno dei due è in attesa della fidanzata, la quale è cronicamente in ritardo. Insicuro e nervoso in un “mare di fumo, mosche e nero caffè” si dispera e chiede aiuto. Ma alla fine lei arriva e l’attesa viene premiata”.

s.f

Paolo Wolf  sarà ospite mercoledì sera 20.11.2002  a Rete 1 nel programma "Caffè Suisse" alle ore 21.00 con Alex Ricordi

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