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CANTONEIncendiò la casa del delitto di Avegno: il 21enne uscirà presto dal carcere

18.07.23 - 11:19
Il giovane sarà trasferito a Villa Argentina e dovrà superare un periodo di prova astenendosi dal consumo di alcol e stupefacenti.
Rescue Media
Incendiò la casa del delitto di Avegno: il 21enne uscirà presto dal carcere
Il giovane sarà trasferito a Villa Argentina e dovrà superare un periodo di prova astenendosi dal consumo di alcol e stupefacenti.

LUGANO - Il 21enne che lo scorso 24 gennaio diede fuoco al rustico di Avegno nel quale ad aprile 2022 suo fratello maggiore uccise sua madre uscirà dal carcere nei prossimi giorni. Sarà infatti trasferito in esecuzione anticipata della pena al centro terapeutico per persone con problemi di dipendenze Villa Argentina di Gentilino. L'ha stabilito oggi la Corte delle Assise correzionali di Lugano.

Il giovane, lo ricordiamo, aveva dato fuoco alla casa dopo che vi si era introdotto, nonostante l'apposizione di sigilli, per recuperare degli effetti personali. Aveva agito in preda al dolore e in uno stato psico-fisico alterato dall'assunzione di alcol, stupefacenti e medicamenti. 

La misura è stata decisa «perché le persone che soffrono di un disturbo di personalità come quello dell'imputato e che fanno uso di sostanze possono beneficiare di misure alternative al carcere laddove la persona va a curare le sue problematiche», spiega il giudice Mauro Ermani. Il 21enne dovrà però superare un periodo di prova di tre mesi all'interno della clinica, astenendosi dal consumo di alcol e stupefacenti e da atti lesivi. Il dibattimento, intanto, è sospeso fino alla fine di questo periodo di prova e, nel caso in cui queste regole non venissero rispettate, il giovane verrebbe nuovamente trasferito in carcere e regolarmente processato alle Assise criminali. 

«Oggi non voglio morire» - «La storia di dipendenze dell'imputato non nasce dal delitto di Avegno, ma molto prima», sottolinea il giudice, evidenziando che in passato i tentativi di cura ci sono stati «ma sono sempre falliti a causa delle fughe da lui messe in atto». Ermani, intenzionato a vederci chiaro, solleva dunque un grave episodio, accaduto di recente in carcere, in cui il giovane ha provato a ingoiare una lametta. «Perché l'ha fatto? E perché oggi le cose dovrebbero essere diverse?», chiede il giudice al 21enne. «Avevo smesso di prendere farmaci di mia spontanea volontà perché volevo vedere come mi sarei sentito. Non è stata una buona idea, mi è salita la depressione e ho fatto quello che ho fatto. Continuavo a fare incubi e vedevo la casa in cui mio fratello ha ucciso mia madre. La differenza è che oggi non voglio morire, mentre in quel momento lo volevo». 

Vista la giovane età dell'imputato e il suo passato traumatico «è giusto che la giustizia le dia un'opportunità», afferma in tutta risposta Ermani. E oggi, dopo sette mesi di detenzione al carcere Realta di Cazis (GR), la volontà di farsi aiutare ci sarebbe. 

«Sono un'altra persona» - «In questi mesi ho potuto riflettere sulla mia vita e il mio futuro», afferma il ragazzo. «È emerso che senza l'utilizzo di alcol e sostanze sono un'altra persona, una persona con dei principi. È la prima volta che sono convinto di andare in comunità, e so che se scappassi tornerei subito in carcere». 

L'imputato ha ammesso integralmente i fatti, sia per quanto riguarda l'incendio intenzionale e la rottura di sigilli, sia per quanto concerne precedenti episodi criminosi quali danneggiamento, contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti e violenza o minaccia contro le autorità. Ad aprile 2022 il giovane aveva infatti minacciato degli agenti della Polizia comunale di Bellinzona con frasi quali "vieni qui sbirro di m***a che ti picchio", "vi accoltello" e "vi tolgo la pistola e vi sparo in testa", costringendoli a ricorrere allo spray al peperoncino.

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