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CANTONELa guerra di Putin passa sotto il Ceresio

05.08.22 - 06:30
Il gas russo continua ad arrivare in Ticino dal gasdotto Bizzarone-Lugano. Ma ancora per poco
foto AIL
La guerra di Putin passa sotto il Ceresio
Il gas russo continua ad arrivare in Ticino dal gasdotto Bizzarone-Lugano. Ma ancora per poco
Mentre l'Europa combatte per ridurre la dipendenza energetica da Mosca, anche in Svizzera ci si organizza. Ecco il piano delle AIL per il prossimo inverno

LUGANO - Il conto di Putin arriverà in Ticino attraverso il gasdotto Bizzarone-Lugano, passando sotto il Ceresio a 80 metri di profondità. Da alcuni mesi sono in corso lavori per potenziarlo: i tubi galleggianti attirano da lontano lo sguardo dei curiosi a Capolago. Salvo ritardi il cantiere sarà già chiuso quando arriverà "la batosta". 

Il dotto è l'unico collegamento del Ticino alla rete (e ai problemi) del gas mondiale: passano da qui quello olandese, algerino, libico, azero. E soprattutto quello russo, in sempre minore quantità. Il gestore della rete Ail - che a sua volta rifornisce le aziende municipali di tutto il cantone: Aim, Ams, Metanord, Age - da mesi si sta preparando a incassare il colpo della guerra in Ucraina. 

Come? «A partire da maggio in ottemperanza all'ordinanza federale abbiamo cercato di rendere più sicuro l’approvvigionamento per l'inverno» spiega il vice-direttore delle Ail Carlo Cattaneo. Le direttive da Berna agli importatori di gas regionali - oltre alle Ail ce ne sono altri quattro, in Svizzera interna - prevedono uno stoccaggio del 15 per cento del fabbisogno annuale. Uno scudo anti-Putin che il gestore ticinese ha provveduto a realizzare in tempi strettissimi. «Non è stato un lavoro facile, ma siamo riusciti a farlo e a ottenere condizioni buone». 

La rete nazionale di approvvigionamento del gasfoto Cantone Ticino

Una parte del gas che scalderà i termosifoni dei ticinesi (201 gigawattora) è già immagazzinato in Italia, quindi, nei giacimenti dell'azienda partner (Snam). L'operazione di «iniezione» è stata completata nel mese di luglio, spiega Cattaneo. È un "cuscinetto d'emergenza" di provenienza varia (anche russo probabilmente): è stato comprato «alle quotazioni correnti» cioè a prezzi dieci volte superiori a due anni fa «ma non costerà di più ai consumatori - assicura il dirigente - perché è stato acquistato vendendo allo stesso prezzo delle riserve acquistate negli anni passati». 

foto AILI lavori per la posa del nuovo gasdotto Capolago-Bissone

Il problema in bolletta si presenterà se Putin dovesse effettivamente decidere il blocco totale, nei prossimi mesi. Il piano B esiste già: le Ail hanno siglato un contratto opzionale per l'acquisto di gas dall'Azerbaigian, per il 20 per cento del fabbisogno invernale ticinese. Il prezzo però «verrà stabilito al momento, nell'eventualità». Cattaneo ricorda come le tariffe del gas erogato in Ticino (1,3 terawattora) non sono cambiate dall'inizio della guerra, al contrario di quanto avvenuto ad esempio a Zurigo dove sono raddoppiate. «Questo grazie a una strategia prudente di acquisti spalmati nel tempo negli anni passati». Dei futuri rincari «sono tuttavia inevitabili in quanto oggi acquistiamo ai prezzi correnti». Presto o tardi le cattive notizie risaliranno il gasdotto da Bizzarone fino a Lugano. 

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