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Il cantiere della Nuova Valascia
CANTONE
06.12.2021 - 06:000
Aggiornamento : 11:00

Nuova Valascia, artigiani non pagati: «Serve pazienza»

La nuova Valascia ha qualche problema di liquidità. Malumori tra chi ha eseguito i lavori

Lombardi: «La responsabilità è del Cantone». Ma Bellinzona rimbalza le accuse. Intanto sono in corso trattative con le banche per sbloccare liquidità

BELLINZONA - Il malumore serpeggia negli spogliatoi della nuova Valascia. Non solo tra i giocatori - le ultime partite dell'Hcap non sono state brillanti - ma anche tra gli artigiani ingaggiati per i lavori di costruzione. Serramentisti, elettricisti, idraulici, muratori: molti avrebbero dei conti in sospeso con la Valascia Immobiliare. Alcuni aspettano da mesi di essere pagati. E dovranno aspettare ancora. 

Il cantiere iniziato ad aprile 2019 è stato consegnato a settembre in tempo per la stagione hockeistica, ma sembra che alla cerimonia di inaugurazione ufficiale - il 18 dicembre - saranno ancora molte le aziende a bocca asciutta. In tempo di pandemia il ritardo è «un grosso problema» per alcuni professionisti, anche se nessuna delle aziende contattate da tio.ch/20minuti ha voluto parlarne apertamente.

Il presidente dell'Hcap Filippo Lombardi non nasconde che un problema c'è. «Tutti gli artigiani sono stati informati che i sussidi arriveranno a rate scaglionate. In questa fase chiediamo di avere pazienza. I soldi arriveranno». I tempi però sono incerti e «dipendono essenzialmente dal Cantone» afferma l'ex consigliere agli Stati. «Basti pensare che l'ultima tranche di sussidi verrà sbloccata dopo il pagamento della demolizione del vecchio stadio. Ci vorranno mesi». 

Il Cantone da parte sua fa specchio-riflesso. Dai Dipartimenti coinvolti - Decs, Dfe e Dt, per un totale di 11 milioni - precisano che i sussidi vengono versati solo dietro rendiconto del pagamento dei lavori effettuati. Tradotto: prima gli artigiani devono essere pagati, poi il committente (Valascia Immobiliare) riceve il rimborso cantonale. In mezzo ci sono le banche finanziatrici, che dovrebbero anticipare gli importi. «Stiamo trattando con gli istituti di credito per farci versare almeno il corrispettivo dei sussidi già deliberati» spiega Lombardi. «Capiamo la difficoltà delle piccole imprese, soprattutto in questo momento, e vogliamo rassicurarle. Ma ricordo che queste stesse imprese devono purtroppo sopportare a tempi simili o ancora più lunghi anche con altri committenti, diventati piuttosto frequenti». Non resta che armarsi di pazienza. 

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